26092017Headline:

Caffeina vittima del disinteresse comunale

Michele Pepponi, presidente della Fondazione Caffeina

Michele Pepponi, presidente della Fondazione Caffeina

Qual è il mestiere più brutto del mondo, anche se di mestiere poi non si tratta? Domanda insidiosa, risposta facile: il presidente della fondazione Caffeina, almeno oggi, almeno per un paio d’ore, dalle 17 in poi. Quando il tizio in questione si dovrà presentare al cospetto dei soci e fare il punto della situazione per questo 2014. Quell’uomo si chiama Michele Pepponi, è giovane e ha le spalle larghe, eppure oggi gli tocca un lavoraccio.
Non perché Caffeina – la fondazione e il formidabile festival culturale che si svolge da sette anni nel cuore di Viterbo – se la passi male, piuttosto perché dal Comune non arrivano risposte definitive. Semmai, giungono frasi smozzicate, belle promesse, carezze, tipo quelle del vicesindaco Ciambella attraverso l’inchiostro de Il Messaggero, appena ieri: “Stiamo lavorando per garantire la sua prosecuzione”. Bene, assessore: ma li sordi? A ieri pomeriggio Pepponi infatti non aveva ricevuto alcun segnale concreto da palazzo dei Priori. Quello che poi succede da mesi a questa parte: parole, parole, parole ma nessun fatto. Una situazione imbarazzante, sospesa a mezz’aria, la sagra dell’ambiguità, insomma, nel momento in cui alla fondazione servirebbero invece certezze.
Così oggi Pepponi andrà davanti ai soci e dirà loro che non c’è trippa per gatti. Che stando così le cose il festival 2014 non si farà. Che anche mantenere la fondazione (affitto della sede, stipendi di chi ci lavora, annessi e connessi per 80mila euro totali) diventa un’impresa. Che il Comune continua a dire “vi daremo una mano”, ma che non si capisce in cosa – e in quanto – consista questa famosa “mano”. Che questo è un atteggiamento poco serio e superficiale. Che, soprattutto, se proprio il festival si vuol fare, se non si vogliono cancellare sette anni (quasi otto) di crescita e successi, di ospiti e di esperienze, di organizzazione e volontariato, be’, bisognerà muoversi in altri modi. Con l’autofinanziamento, per esempio, facendo pagare gli spettatori, oppure andando a spremere ancora di più i privati per le sponsorizzazioni, missione impossibile in questi tempi grami. Magari ne verrà fuori anche un’edizione light, meno scintillante rispetto all’anno scorso ma comunque viva. L’assemblea deciderà di conseguenza.
Poi sarà il momento anche di porsi delle domande. Su quanto Caffeina abbia dato in sette edizioni alla città di Viterbo (all’economia pubblica e privata) e quanti soldi abbia ricevuto in cambio dal Comune: i conti non tornano. Su quanto abbia dato anche ai viterbesi, in termini di cultura – minuscolo -, svago, vanto e tutto il resto.
Su quanto, infine, valga ancora la pena andare avanti, dannarsi l’anima e poi passare anche per straccioni quando si va a chiedere un contributo alla pubblica amministrazione.
No, oggi non sarà facile essere Michele Pepponi, presidente della fondazione Caffeina.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    E’ solita sceneggiata made in Philip Red from Trieste. I soldi pubblici arriveranno come sempre: si accettano scommesse.

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