26092017Headline:

Caffeina, avanti solo coi privati

Andrea Baffo e Michele Pepponi

Andrea Baffo e Michele Pepponi

Vivere o morire, a Caffeina? Vivere, a tutti i costi, con orgoglio, per non far finire questa favola bella che dura da sette anni quasi otto. Così ieri l’assemblea dei soci della fondazione che crea, sostiene e conserva il festival culturale, si è schierata al fianco del presidente Michele Pepponi. Lo ha fatto col coraggio di chi ci crede, con la convinzione che sia cosa buona e giusta, nella speranza che ci sarà pure qualcuno che crederà nel progetto. Senza certezze certe, insomma, ma con buoni motivi per non mollare. Perché mollare, ieri, sarebbe stata una sconfitta per tutti. Pure per quelli che non erano in sala o che non fanno parte del board della fondazione, ma che invece sono stati presenti a tutti gli eventi del cartellone, pubblico non pagante, viterbese o forestiero.
Così, mentre il presidente della fondazione Michele Pepponi presentava lo stato dell’arte (nessun contributo dalle amministrazioni pubbliche, Comune e Provincia e Regione arrivato finora), qualcuno ha detto ‘sti cavoli. “Ricapitalizziamo noi soci e finanziamoci da soli, per andare avanti comunque, alla faccia di tutti”. La voce dei forti, di quelli che nel progetto ci hanno sempre creduto, e che adesso leggono i messaggi di solidarietà (gratuita) del gotha della cultura nazionale, oppure incassano le confessioni degli imprenditori viterbesi, che ammettono candidamente “io con gli incassi delle due settimane di Caffeina ci pago le tredicesime ai miei dipendenti, altrimenti non ce la farei”.
Pepponi, dal canto suo, ha detto le cose come stavano: zero risposte materiali da chi di dovere. E poi ha raccontato l’ultima proposta possibile, lo sforzo supremo, la scommessa elaborata dopo tante riunioni, altrettanti sacrifici (i costi della fondazione sono stati ridotti all’osso) e un bell’esame di coscienza collettivo, della serie “chi ce lo fa fare”.
Pepponi ha chiesto ai soci di appoggiare questa linea: siamo disposti a coprire due terzi delle spese per il festival 2014 da soli, con l’autofinanziamento e gli sponsor, l’altra parte, il terzo terzo, aspettiamo che sia a carico di altri. Chi? La società civile viterbese, cioé il pubblico o il privato, chi vuole investire in Caffeina perché ci crede e perché si fida del nostro progetto e delle nostre capacità. Scadenza: a breve, nel giro di qualche settimana, perché il festival si disegna oggi, ci vuole tempo, cervello e sicurezze. L’assemblea si è detta d’accordo, vedrermo chi abbraccerà la proposta: di certo a Caffeina non si fanno problemi, tutti sono ben accetti, senza preclusioni: mescolanza, contaminazione, libertà, come al solito, quei concetti che hanno permesso di ospitare contemporaneamente i Travaglio e gli Sgarbi, i Mentana e i Mennea.
In finale, due dati importanti, che dovrebbero far riflettere chi finora non ha mosso un passo concreto, vero, nei confronti dell’evento più importante dell’offerta culturale, turistica, aggregativa e paracula del panorama che offre ‘sta città. Nei sette anni quasi otto di vita, Caffeina ha ricevuto 126mila euro dall’amministrazione comunale (sempre di centrodestra), mentre ne ha versati un milione e 450mila sia al Comune (suolo pubblico e utenze varie), sia alle aziende locali, siano essi agenzie di servizi, alberghi e ristoranti per gli ospiti e altro. Senza contare naturalmente l’indotto derivato dalle presenze, che non è certificabile ma che si può verificare con un semplice giro in centro. Chiedendo ai negozianti quanto cambiano i loro incassi con o senza Caffeina. Così, giusto per curiosità.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    “Ricapitalizziamo noi soci e finanziamoci da soli, per andare avanti comunque, alla faccia di tutti”: sarà vero?

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