26092017Headline:

“Il Messaggero”: passo indietro nella Tuscia

Azzurra Caltagirone col marito Pierferdinando Casini

Azzurra Caltagirone col marito Pierferdinando Casini

Ieri il Messaggero non era in edicola per uno sciopero proclamato dal Comitato di redazione. Un’astensione dal lavoro generata, purtroppo, da una vertenza che riguarda l’edizione di Viterbo e, di conseguenza, la sua redazione e che rappresenta una possibile nuova involuzione nel panorama informativo viterbese.

Cosa è accaduto? Che l’editore – come è noto Il Messaggero fa parte del gruppo Caltagirone – ha deciso di unificare le edizioni di Viterbo e Civitavecchia, con conseguente riduzione degli spazi da dedicare all’informazione dei due centri. In più la proprietà ha deciso il trasferimento a Roma di due dei tre giornalisti che attualmente lavorano nella redazione viterbese (Alessia Marani e Simone Canettieri), che dovrebbero essere rimpiazzati da altrettanti colleghi che attualmente lavorano nella sede centrale romana.

Tutto questo ovviamente rappresenta un pericoloso passo indietro per l’informazione cittadina da parte di una testata che per decenni è stato il primo e più autorevole giornale di Viterbo. Il perché del pericolo è presto spiegato. Da un lato, la riduzione degli spazi comporterà un inevitabile restringimento della quantità e della qualità delle notizie. E soprattutto una minore possibilità di fornire al lettore quell’approfondimento che è stato da sempre una caratteristica precipua del giornale romano. Dall’altro, il cambio di due terzi dell’organico redazionale – al di là del valore professionale dei singoli colleghi – comporterà un periodo di evidente difficoltà in quanto ai nuovi arrivati mancherà quel back ground sulla realtà viterbese che è indispensabile per poter fornire un’informazione autorevole.

Tutte queste argomentazioni sono state fatte presenti dal sindacato dei giornalisti, ma non sono state recepite dalla proprietà. Di qui la decisione dello sciopero che non ha portato ieri il giornale in edicola.

La situazione ovviamente, è in evoluzione, ma il pericolo per Viterbo e per la sua provincia è grande. E questo passo indietro va ad aggiungersi alla chiusura della pagina locale del “Tempo”, avvenuta qualche anno fa, e alla mancata assunzione di un nuovo corrispondente Rai dopo il pensionamento del collega Fausto Pace. E non va nascosto il rischio che, a distanza di breve tempo, di passi indietro possano malauguratamente seguirne altri, complici la crisi economica e l’avanzare delle tecnologie, che oggi consentono facilmente il lavoro a distanza.

Resta l’amara considerazione che, in un’epoca in cui gli organi di informazione si moltiplicano a dismisura, Viterbo va ancora una volta controcorrente. E questo deprecabile passo indietro da parte dell’editore Caltagirone, unito agli altrettanto deprecabili precedenti sopra citati, non fa che impoverire un territorio che invece avrebbe bisogno di tante voci. Ma che rischia di averne sempre meno.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Dispiace anche a noi, che della carta stampata siamo gli ultimi cultori, questo lento ma inesorabile ridimensionamento di pagine e testate locali, ma l’irrilevanza culturale e politica della provincia di Viterbo è ormai un dato di fatto acclarato. Solo i disgustosi politicanti, gli uomini di kultura con la kappa e i menestrelli scassaugello per tutte le stagioni, tutti presi dai loro piccoli e miserabili traffici, non se ne sono ancora accorti.

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