11122017Headline:

“La mondezza? Se c’eravamo, dormivamo”

Enrico Panunzi

Enrico Panunzi

Erano gli anni ’60 quando l’Italia impazziva ascoltando quattro ragazzotti capelloni inglesi che cantavano “Ma che colpa abbiamo noi”. Shel Shapiro, Robert Posner, Johnny Charlton e Mike Shepstone, ovverosia The Rokes, si conquistarono in breve tempo migliaia di fans in quell’Italia dove, mentre cresceva e si moltiplicava la beat generation, i giovani scaricavano su chi li aveva preceduti i guasti della società di quel momento.

A distanza di circa cinquant’anni tornano i Rokes in versione indigena, anche se non sono capelloni e non sono quattro, bensì due, per di più consiglieri regionali di maggioranza. E anche loro hanno deciso di cantare ”Ma che colpa abbiamo noi” in versione terzo millennio, con preciso riferimento alla mondezza che la Regione targata Nicola Zingaretti ha deciso di regalare alla Tuscia da qualche mese a questa parte.

“Ma che colpa abbiamo noi” gridano infatti in coro Enrico Panunzi e Riccardo Valentini, giacché se Viterbo si deve beccare la mondezza romana la colpa è solo di Renata Polverini. Non ci credete? Questo il comunicato integrale diffuso ieri pomeriggio e firmato dai due:

“In merito alle insinuazioni e alla propaganda diffamatoria che il centrodestra viterbese sta portando avanti contro l’amministrazione regionale sul tema dei rifiuti si ricorda che l’utilizzo dell’impianto di Viterbo per il trattamento dei rifiuti dei Comuni che conferivano a Cupinoro è previsto dal Piano regionale vigente, approvato proprio dalla precedente amministrazione di centrodestra guidata dalla Polverini, quindi si consiglia ai distratti esponenti del centrodestra di cambiare il bersaglio delle loro polemiche. Tale Piano di gestione dei rifiuti del Lazio prevede, infatti, nei casi di carenza impiantistica e fermo restando il principio di prossimità, di utilizzare provvisoriamente impianti presenti in altri Ato. A Viterbo, per questo motivo, vengono inviati  quantitativi di rifiuti pari, in media, a circa 2 camion da 25 tonnellate l’uno al giorno proprio per non gravare troppo sull’impianto. Inoltre, per fare ulteriore chiarezza, si ricorda agli smemorati rappresentanti del centrodestra viterbese che l’attuale amministrazione regionale ha ereditato un sistema di gestione dei rifiuti critico che, come abbiamo visto nel caso di Roma, è stato aggravato da posizioni demagogiche e pregiudizialmente contrarie a qualsiasi soluzione. Basta ricordare i toni polemici del centrodestra romano e nazionale contro la soluzione temporanea di Falcognana per i rifiuti romani. Dove stavano loro quando noi ci battevamo per questo?”.

Riccardo Valentini

Riccardo Valentini

Bene. Al di là della propaganda politica e dando per assodato il fatto che il piano rifiuti del 2012 i suoi guasti li ha prodotti e li sta producendo (cosa peraltro già sottolineata su queste colonne) stupisce la difesa di una scelta (quella del commissario Sottile e del governatore Zingaretti)  che oggettivamente penalizza, e di molto, la Tuscia. Invece di una difesa d’ufficio del potere costituito romano (arileggi Zingaretti) ci si sarebbe aspettati dai due illustri rappresentanti del popolo viterbese (eletti coi voti dei viterbesi)  una ferma opposizione a tutela del proprio territorio. Invece per mesi c’è stato il silenzio tombale, mentre a palazzo dei Priori arrivavano i fax e a dicembre veniva firmata la determinazione capestro. Nella speranza, c’è da supporre, che il tutto passasse inosservato o quasi.

A questo punto il cittadino elettore si chiede: ma Panunzi e Valentini sono al servizio dei cittadini della Tuscia e dei loro giusti interessi, oppure sono al servizio del potere costituito rappresentato in questo momento dal governatore romano? In questa seconda ipotesi (che appare, purtroppo, piuttosto evidente) sorge spontanea la seconda domanda: che cavolo li abbiamo votati a fare? Non era la stessa cosa tenersi la Polverini? Se poi ci aggiungiamo che alle primarie di domenica prossima sostengono Fabio Melilli, che la mondezza reatina a Viterbo ce la porta da anni, il quadro è completo.

Cari Panunzi e Valentini. Era meglio se continuavate a tacere. In certi casi, lo dice anche il proverbio, il silenzio è d’oro.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Guerra tra uffici stampa (pagati da tutti noi): quelli di Valentini & Panunzi contro quello di Sabatini. Bene, anzi male: niente di nuovo sotto il sole della partitocrazia spendacciona (a spese nostre).

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