24112017Headline:

La scuola non è un costo, ma un investimento

mazzoli terrosi dirigenti 1

Siamo pronti a sostenere l’emendamento al decreto numero 3 che elimina il paradosso per cui all’aumentare del carico di lavoro per i dirigenti scolastici, è seguita la diminuzione dello stipendio. Il tutto a causa di un sistema penalizzante di calcolo del fondo nazionale. Un altro emendamento che supporteremo è quello che salvaguarda pure il personale Ata rispetto alle posizioni economiche orizzontali. E’ l’impegno che ho preso con Alessandro Mazzoli all’assemblea dei dirigenti scolastici organizzata da Cgil, Cisl, Uil e Snals all’interno dell’istituto Paolo Savi.
Numerose le problematiche sollevate dai dirigenti che in prima persona vivono i cambiamenti, spesso penalizzanti, apportati negli ultimi anni. La scuola e l’università non sono un costo e questo deve essere al centro dell’azione di chi legifera rivendicano i sindacati. Nel 2009, i dirigenti in Italia, a causa degli accorpamenti tra istituti per la riforma Tremonti-Brunetta, sono scesi di migliaia di unità. Il rapporto attuale è uno ogni 87 insegnanti. “A conti fatti, un docente con 35 anni di anzianità guadagna di più di noi, nonostante le nostre responsabilità siano decisamente maggiori. Non ce l’abbiamo certo con gli insegnanti, rivendichiamo solo il nostro ruolo e il rispetto che ci andrebbe dovuto in qualità di funzionari dello Stato. Siamo descritti come privilegiati e passacarte, ma non lo siamo affatto: il nostro è un ruolo sociale fondamentale per la comunità”, hanno ricordato diversi presidi.
La cosiddetta cura Tremonti ha comportato l’accorpamento degli istituti. “Prima io avevo 720 alunni, ora ne ho 1.2000 e guadagno meno di prima”, ha denunciato un dirigente. In media, l’aumento degli alunni per dirigenza è stato del 25%. Da qui la richiesta rivolta ai due parlamentari viterbesi di supportare gli emendamenti al decreto 3 ora in discussione al Senato, il cosiddetto “Salva posizioni economiche Ata” e “Salva retribuzioni dirigenti scolastici”.
Un appello raccolto da me e da Mazzoli. Entrambi siamo disponibili a rinnovare i momenti di confronto per seguire passo passo il lavoro in Parlamento sul decreto 3. Il nostro impegno è quello di appoggiarlo al momento del passaggio alla Camera e di attivarci all’interno della commissione Cultura perché si tenga conto delle segnalazioni che arrivano dai diretti interessati. Abbiamo richiamato l’attenzione sul decreto Delrio che entro marzo sarà discusso al Senato. Il provvedimento che svuota di competenze le Province avrà ricadute importanti sulla scuola. Dobbiamo seguire con attenzione quanto accadrà, perché l’edilizia scolastica andrà riassegnata alle Regioni o ai Comuni. Sono dell’idea che la vicinanza territoriale della gestione vada preferita proprio per avere un contatto più diretto con gli operatori della scuola e affrontare insieme le questioni.
E’ importante la valenza dell’unitarietà di intenti tra sindacati. Per difendere la scuola è fondamentale mettere al centro l’unitarietà dell’azione delle sigle sindacali. Solo così potremo fare massa critica per migliorare la situazione. Siamo disponibili a valorizzare i corpi intermedi della società, capaci di fare da collante con la politica. Il ruolo dei dirigenti scolastici è cruciale rispetto a chi, come noi parlamentari, ha la responsabilità di legiferare: siamo quindi pronti a supportare le vostre richieste e a creare con voi un filo sempre più diretto.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Mancava l’ufficio stampa (retribuito da tutti noi cittadini, of course) dell’onorevole Terrosi.

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