28072017Headline:

Michelini, slalom sul conflitto d’interessi

Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

E’ un sorriso, quello di Leonardo Michelini, che vale più di una risposta. Come dire, passiamo alla domanda di riserva, per favore. Perché la prima domanda, per il sindaco di Viterbo, non ha neppure un senso. «Comunque non c’è alcun conflitto di interessi tra Comune e Caffeina…».
Però l’appoggio manifestato da palazzo dei Priori alla Regione sul pasticciaccio dei rifiuti sembrerebbe essere una chiara contropartita rispetto ai contributi che Zingaretti si è impegnato a dare alla rassegna viterbese.
«Non ho alcuna difficoltà ad ammettere che si tratta di un’idea che da qualche parte è stata sollevata».
Si parla, appunto, di conflitto di interessi…
«Francamente è una esagerazione. Sembra quasi che ci sia una nostra condivisione dell’operato della Regione sul caso dei rifiuti solo perché c’è una disponibilità di Zingaretti a fronte di qualche intervento che il governatore potrà assumere nei confronti del nostro territorio».
E così non é?
L’ordine del giorno sui rifiuti, passato qualche giorno fa, parla chiaro»
Tutto regolare, quindi?
«Ma sì. Devo constatare, purtroppo, che dietro ogni azione di tipo politico c’è sempre il classico retropensiero: perché fanno tutto questo?. A volte si tratta di riflessioni giornalistiche, a volte ci si indovina. Ma non è sempre così».
Insomma, si sente di escludere che Caffeina abbia un ruolo troppo spiccatamente politico?
«Caffeina è un evento che deve dispiegare la sua attività a trecentosessanta gradi. Che possibilmente deve andare bene e che deve interessare tutta la città. Detto ciò, c’è una fondazione formata da 70-80 soci che hanno impegnato risorse, ma che non per questo diventano automaticamente creditori del Comune. Posso assicurare che così non è, o almeno non dovrebbe essere così. E’ chiaro che Caffeina fa il proprio mestiere cercando sponsor e soldi. Poi c’è la politica che deve valutare se spendere in questa manifestazione e il Comune farà la propria parte. Come ha sempre fatto anche ai tempi di Giulio Marini. Chiarito questo punto, ribadisco che Caffeina ha un ruolo e Viva Viterbo ne ha un altro. Viva Viterbo rappresenta soltanto un gruppo che forse ha alle spalle una sensibilità maggiore sul terreno della cultura rispetto ad altri soggetti».
Ma non è un modo di far cultura un po’ a senso unico?
«Caffeina non è cultura, ma un marketing territoriale. Per essere più chiaro: la cultura a Viterbo non la fa soltanto Caffeina».

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Dopo l’occupazione di suolo pubblico gratuita e i soldi da tutti gli enti pubblici, cosa pretende ancora kaffeina, la classica fettina di prosciutto vicino al cxlo?

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