26092017Headline:

M’illumino di meno? E’ troppo poco

installazione-pannelli-solari-fotovoltaiciOggi non solo ricorre San Valentino, ma è anche la giornata dedicata al risparmio energetico: “m’illumino di meno”. Anche Eni ha definito un decalogo che sta divulgando su internet. Ma quanto può essere seria una tale campagna sponsorizzata da Eni energia con un decalogo del risparmio composto da banalità che incidono di una piccola percentuale sull’inquinamento? Allora è bene conoscere la realtà della situazione in Nigeria, in Alaska, nelle piattaforme offshore e in altri luoghi dove le multinazionali del petrolio distruggono la Terra e le popolazioni.

L’operazione dell’Eni ha l’aria del Greenwashing, un neologismo indicante l’ingiustificata appropriazione di virtù ambientaliste da parte di aziende, industrie, entità politiche o organizzazioni finalizzata alla creazione di un’immagine positiva di proprie attività (o prodotti) o di un’immagine mistificatoria per distogliere l’attenzione da proprie responsabilità nei confronti di impatti ambientali negativi. Il termine è una sincrasi delle parole inglesi green (verde, colore dell’ambientalismo) e washing (lavare) e potrebbe essere tradotto con “lavare col verde”.
Ma questa operazione di “lavaggio” (finto) viene portata avanti pure da diverse industrie della cosiddetta “Green Economy”. Ormai dilaga quasi ovunque la distruzione del territorio a causa delle nuove energie “alternative”. Si diffondono sempre più l’eolico industriale e il fotovoltaico a terra, con il loro consumo scellerato di territorio. A breve ci ritroveremo con quasi tutte le montagne massacrate dalle eoliche, i campi prima coltivati ricoperti dal fotovoltaico a terra e le scorie da inceneritori “termovalorizzatori” sotterrate abusivamente dai camorristi (che in tutti e tre questi affari energetici ci guadagnano).
Le centrali idroelettriche, invece, le uniche fonti energetiche “pulite” (perché ad un ecosistema ne sostituiscono un altro, importantissimo a livello ambientale, cioè l’invaso artificiale), sono o abbandonate o vendute dall’Enel a società straniere da cui poi noi ricompriamo l’energia al triplo del prezzo – afferma l’amico ecologista Luca Bellincioni – ma nessuno sa queste cose e fra un po’ l’Italia produrrà molta più energia di quella che serve! Chi ci guadagnerà? Le società energetiche, di certo, non noi poveri cittadini che vedremo soltanto peggiorare la nostra qualità della vita (vedi l’aumento e potenziamento degli elettrodotti e affini).
In molte piccole comunità, poi, l’eolico selvaggio o il fotovoltaico a terra precluderanno ogni possibilità di sviluppo turistico ed agricolo basato sulle peculiarità del posto (che non ci saranno più), per cui immaginiamo il destino di quelli che ci abitano e lo sviluppo che vi sarà promosso (cemento o discariche).
Per attuare un vero risparmio energetico occorre agire con una gestione razionale delle nostre risorse, le alternative al sistema corrente ci sarebbero e tutto dovrebbe essere indirizzato alla tutela del territorio e cercare di evitare il suo consumo scellerato. Ad esempio incentivare il fotovoltaico a livello privato, in modo da coprire quasi tutte le costruzioni moderne (quelle d’interesse storico si possono risparmiare…) di tipo sia residenziale che produttivo, realizzando un’immensa centrale fotovoltaica “diffusa”; incentivare il micro-eolico a livello domestico e il mini-eolico a livello urbano ed industriale (il macro-eolico, progettato per i grandi spazi “vuoti”, è sempre sproporzionato alle esigue dimensioni dei nostri territori); riattivare e rimodernare tutte le centrali idroelettriche, progettandone anzi delle nuove; realizzare piccole centrali a biomasse in aree industriali limitrofe a zone rurali in crisi o a rischio urbanizzazione; finanziare vaste opere di riforestazione; infine, operare una seria politica di risparmio energetico (iniziando col vietare le illuminazioni notturne di grandi outlet e centri commerciali). Queste sono soluzioni intelligenti e razionali.
E ricordiamoci che l’innalzamento della temperatura planetaria è in parte un fatto naturale, e in un’altra buona misura il frutto dei vasti disboscamenti e della grande urbanizzazione in tutto il mondo degli ultimi decenni, che a sua volta ha permesso attività che producessero via via emissioni di co2. Non dovrebbero mai parlare quelli che passano tutto il tempo libero davanti al pc e alla tv, e quelli che usano solo macchinari elettrici (aspirapolveri, lavatrici, fornetti a microonde, etc.), ma coloro che conoscono davvero il territorio, lo amano, lo vivono, lo percorrono.
E amando il territorio si celebra adeguatamente e contemporaneamente la giornata di San Valentino (dedicata agli innamorati) e quella del risparmio energetico.

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