26092017Headline:

Mondezza romana, la puzza aumenta

Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

A questo punto ci vorrebbe il tenente Sheridan. O, se preferite qualcosa di più attuale, il commissario Montalbano. Sì, proprio lui, “di pirsona pirsonalmente” (come direbbe il fido Catarella) per svelare tutti i misteri di questa mondezza romana arrivata nella Tuscia, ma soprattutto per capire quali effettivamente siano stati, in tutto questo ginepraio che si è creato, i rapporti tra gli enti locali: Regione e Comune, in particolare.

Giacché, come per incanto, adesso sono spuntate due lettere di cui prima nessuno aveva cognizione. E che tolgono ogni dubbio sul fatto che tra il Comune di Viterbo e la Regione ci sia stata una corrispondenza, anche se non certo di amorosi sensi. Semmai, questo è uno scambio epistolare che puzza.

Dopo il fax del commissario straordinario Sottile (26 settembre) in cui si avvertiva il sindaco che la mondezza romana avrebbe potuto essere “abbancata” nella discarica di Monterazzano e dopo la lettera di Ecologia Viterbo alla polizia locale (10 dicembre) in cui si conferma che i rifiuti erano finiti effettivamente qui dopo la chiusura di Malagrotta, e dopo le smentite e le ammissioni del sindaco e dell’assessore Saraconi, ecco altre due missive particolari. Datate, ma particolari. E venute fuori soltanto lunedì scorso, in commissione, dopo le insistenze dell’opposizione. Tra l’altro le lettere sarebbero state passate, per conoscenza, alle assessore Saraconi e Ciambella ma non a Raffaella Valeri, delegata all’Ambiente in quota Sel, partito molto sensibile alle tematiche ecologiche.
A partire dal numero di protocollo. Già, perché la prima lettera, del 3 dicembre, reca il riferimento scritto a penna, numero 40698, mentre la seconda, del 15 gennaio, ha esattamente lo stesso numero di protocollo, 40698, stavolta dattiloscritto. Ci dev’essere sicuramente un errore, anche se magari su documenti così delicati bisognerebbe fare più attenzione. E tra l’altro la prima lettera non sarebbe stata neanche scannerizzata, come da prassi.

lettera dicembre

Clicca per ingrandire

Prima lettera, 3 dicembre. Il sindaco Michelini si rivolge all’assessore regionale Michele Civita, al quale fa presente di aver appreso dalla stampa che i rifiuti di Roma trattati a Casale Bussi sarebbero smaltiti a Monterazzano. “In violazione degli accordi e non autorizzato in base agli atti in possesso di questo Comune”, si dice. E poi, in chiusura, il sindaco chiede all’assessorato “di essere messo a conoscenza di ogni atto riguardante l’oggetto”.

“Ma come? – chiede e si chiede il consigliere comunale di FondAzione Gianmaria Santucci – Il sindaco dice di non saperne nulla, e di non avere atti in merito, eppure sappiamo che già il 26 settembre aveva ricevuto il famoso fax di Sottile. Che è anche protocollato, quindi ufficiale a tutti gli effetti. Perché non ne ha fatto riferimento nella lettera a Civita? E ancora: perché chiedere solo di essere messo a conoscenza degli atti e non pretendere un appuntamento ufficiale, faccia a faccia? Chissà, magari se lo avesse fatto già allora, ad inizio dicembre, oggi non ci troveremmo a dover accogliere anche i rifiuti di quei comuni romani che, dal 1 febbrario, non potranno più scaricare a Cupinoro…”

lettera gennaio

Clicca per ingrandire

Seconda lettera, quella del 15 gennaio con lo stesso numero di protocollo della prima, anche se non ha la firma del sindaco ma solo l’intestazione. Non è l’unico mistero in queste righe. Già l’inizio è curioso: “Siamo venuti a conoscenza da notizie di stampa dell’autorizzazione concessa ad Ecologia Viterbo con determinazione del 18 dicembre pubblicata sul Burl (Bollettino ufficiale regione Lazio) numero 1 del 2 gennaio”. Quella determina che consente ai comuni di Formello e Trevignano di scaricare a Monterazzano. “Siamo ai limiti dell’assurdo – fa notare Santucci – Il Comune apprende dalla stampa una determina pubblicata sul bollettino ufficiale. Ma non lo legge nessuno a palazzo dei Priori? Già questo è incredibile. E comunque, dopo averlo letto, dicono di non capirlo, e invece quel provvedimento è chiarissimo, tant’è che l’opposizione lo ha detto subito che il rischio era quello dell’invasione della mondezza romana, cosa che poi è accaduta. Non ci voleva poi tanto, se lo abbiamo fatto anche noi”. Ma anche in questo caso sono le date a non combaciare, e Santucci lo fa notare: “Questa lettera è del 15 gennaio, allora perché il 21, in consiglio comunale, il sindaco e l’assessore Saraconi, hanno risposto con toni eccessivi, negando fermamente, di essere a conoscenza che i rifiuti romani erano finiti a Viterbo? Lo avevano saputo, e si erano anche preoccupati di chiederne conto alla Regione, per ben due volte nel mese precedente”.

Osservazioni congrue quelle del consigliere di minoranza, alle quali sarà bene che il sindaco risponda con estrema chiarezza, al fine di non alimentare altri dubbi e altri sospetti. “Altrimenti – conclude il leader di FondAzione – non rimane altro che telefonare a Montalbano”.

Articoli correlati:

Policy per la pubblicazione dei commenti

Per pubblicare il commenti bisogna registrarsi al portale. La registrazione può avvenire attraverso i tuoi account social, senza dover quindi inserire ogni volta login e password o attraverso il sistema di commenti Disqus.
Se incontrate problemi nella registrazione scriveteci webmaster@viterbopost.it

1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Il commissario Montalbano, ovvero Luca Zingaretti, potrebbe però suggerire al fratello Nicola (ovvero la testa più lucida tra i governatori regionali) una risposta poco ortodossa tipo “non mi rompete la minchia” o “non mi scassate i cabbasisi”. A quel punto cosa replicherebbe l’eterno rampante eternamente in cerca di poltrone Santucci? Con qualche bell’insulto in viterbese?

Pubblica un commento

Per commentare gli articoli, effettua il login attraverso uno dei tuoi profili social
Portale realizzato da