25112017Headline:

Trasporto straordinario solo se viene il Papa

santa rosa (1)Smaltita la sbornia da Baku a Palazzo dei Priori si torna a ragionare a mente lucida. La Macchina di Santa Rosa, come ormai è arcinoto, si è guadagnata il prezioso riconoscimento di bene immateriale dell’umanità. E per festeggiare il titolo Unesco l’idea sarebbe quella di un trasporto eccezionale (il terzo della storia). Il periodo giusto per mettere in atto il piano è stato individuato tra fine maggio e i primi di giugno. Quando un doppio sforzo Facchini-Comune certificherebbe il trionfo tra le viuzze di Viterbo e la folla impazzita. Ogni condizionale è d’obbligo però, nonostante gli entusiasmi e le mille proposte a riguardo. Ecco svelato il perché. Inutile sottolineare il dispendio economico (oltre che logistico) necessario per mettere in piedi una manifestazione di questo tipo. Il tutto è quindi obbligatoriamente legato alla presenza di sua santità Papa Francesco. No Papa, no party. Senza di lui quindi la pratica non avrebbe alcun senso. Almeno questo è il pensiero dell’amministrazione Michelini. Ergo, la cosa si farà solo se Bergoglio darà l’ok. Altrimenti se ne riparla a settembre: il 3, come da copione. A tal proposito comunque si sta lavorando sotto traccia (segno che si vogliono percorrere tutte le strade possibili). Il filo diretto tra città papale e Vaticano è in piedi, il dialogo è partito, e la data secca verrà sottolineata in calendario solo quando il Papa metterà il cosiddetto nero su bianco in agenda.

Detto ciò rimane da sciogliere un secondo dubbio. Meno spinoso ma altrettanto interessante. Giacché a settembre si propogherà il passaggio di Fiore del cielo, in primavera si potrebbe optare per un classicone. Ossia una delle quattro macchine ancora utilizzabili tra l’odierna e quelle del passato recente. L’occasione è ghiotta. La pensata è uscita fuori dalla brillante mente di Raffaele Ascenzi. L’architetto locale è convinto che la pratica di revisione e collaudo sia praticamente la medesima per Sinfonia d’archi (di Russo e Battaglioni), Una rosa per il duemila (Andreoli, Cesarini, Cappabianca), Ali di luce (dello stesso Ascenzi), e appunto Fiore del cielo. “Facciamo scegliere alla popolazione con un referendum – queste le sue parole – per un piacevole messaggio di conservazione e cooperazione nelle tradizioni”.

Perché no. Hanno replicato quelli del Comune. Ammesso che si faccia, ammesso che Francesco I ci farà visita, saranno quindi i viterbesi a decidere. Rimane da capire come si potrà dare la preferenza per questa, piuttosto che per quella. Ma in fondo è un semplice dettaglio. E siamo certi che almeno stavolta nessuno griderà allo scandalo.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Chissà se la proposta l’avesse lanciata non il blasonato Ascenzi, bensì il signor Bianchi, quanti l’avrebbero presa sul serio…

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