26092017Headline:

Tuscia, una terra di infiltrazioni mafiose

L'incendio al Maury's

L’incendio al Maury’s

Gli ultimi avvenimenti di Civita Castellana e nello specifico dell’incendio dei cinque autotreni carichi di sanitari, si aggiunge ai troppi incendi che in questi ultimi tempi si sono verificati. E’ evidente che al momento non ci sono certezze sulle cause dell’incendio, ma a nessuno di noi lascia tranquilli o indifferenti visti i precedenti e ripetuti avvenimenti dello stesso genere.
Nel mese di maggio 2013 subito dopo gli arresti dei fratelli Corso di Canepina e di alcuni membri della famiglia Nucera residenti nel comune di Graffignano, accusati di riciclaggio di denaro sporco , di manipolazione di voti, e molto altro, un rapporto emerso dall’inchiesta dei procuratori Nicola Grattieri e Antonio De Bernardo sulla attività della ‘ndrangheta mostrava come la ramificazione si fosse trasferita nella Tuscia.
In anni precedenti rilevazioni del rapporto dell’osservatorio di Legambiente in collaborazione con la Provincia, ci dava altre certezze: che il 13% dei comuni laziali, cioè 48 su 378, sono interessati ad attività illegali riconducibili alle mafie; che il fenomeno usura nella Tuscia ha avuto un incremento tra il 2008 e 2010 del 600%; che le illegalità legate al ciclo dei rifiuti hanno portato a 27 infrazioni accertate, 23 persone denunciate, 14 sequestri effettuati. A Bagnoregio furono sequestrate due discariche di rifiuti gestite dai Casalesi. Questo ed altro fu rilevato dal capitano Pietro Rajola Pescarini del Noe di Roma. Si possono aggiungere altri episodi alcuni ancora in corso di accertamenti, come i tanti incendi avvenuti nella Tuscia: nel 2013 se ne sono verificati sei nel breve tempo di due settimane.
Per questo alle istituzioni rivolgiamo un ulteriore appello, perché mai come in questi momenti di gravi difficoltà economiche delle famiglie, ma soprattutto delle imprese, le organizzazioni malavitose hanno gioco facile per radicarsi, ed espandersi, facendo leva su più fronti, da quello dell’usura uno dei fenomeni di più espansione, a quello dell’acquisto di strutture commerciali per il riciclaggio di danaro sporco derivante da spaccio di droga, traffico illecito di armi, sfruttamento della prostituzione, gioco d’azzardo.
Ad aggiungersi a tutto ciò l’avvenimento ultimamente tornato sulle prime pagine dei giornali: la morte per overdose, del medico Attilio Manca, urologo di Belcolle , per il quale i familiari sostengono che l’omicidio ha a che fare con la mafia e con le cure prestate a Bernardo Provenzano.
Rivolgo un ulteriore appello alle istituzioni ed agli organi preposti di istituire un osservatorio permanente che metta insieme tutti i soggetti del territorio che possano interagire per arginare uno dei fenomeni più dannosi che possano incidere sull’economia del territorio.

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