21112017Headline:

Zingaretti, un’assenza punitiva (per Viterbo)

Leonardo Michelini e Nicola Zingaretti: c'eravamo tanto amati...

Leonardo Michelini e Nicola Zingaretti: c’eravamo tanto amati…

Contrordine compagni: domani il presidente della Regione Nicola Zingaretti non sarà a Viterbo per la presentazione dei progetti Plus (ascensore di valle Faul, riqualificazione di via Genova e altri). Basta guardare l’invito ufficiale emesso da palazzo dei Priori per avere l’ufficialità di cotanta assenza No, Zingaretti non ci sarà, ma sarà comunque nella Tuscia, sempre domani: a Civita Castellana, per altre faccende. Ma perché il governatore nonché fratello del commissario Montalbano, snobba il capoluogo? Come direbbe il celebre personaggio di Camilleri: non starà mica babbiando? No, questa è la cronaca e i retroscena di una relazione complicata tra Viterbo città e Zingaretti, un rapporto che era nato all’insegna del grande amore – elettorale – con la sottoscrizione del patto per Viterbo tra il presidente eletto da poco, due consiglieri nostrani di maggioranza, e il candidato sindaco Michelini. Da lì in poi, siamo andati sempre peggio, e per inciso va ricordato che l’ultima volta che Zingaretti s’è fatto vedere da queste parti è stato a novembre, per il congresso del Pd (quindi in vesti non istituzionali), mentre tutti ricordano la passerella per Santa Rosa col premier Letta e il presidente del Senato Grasso. Ma andiamo con ordine, e con la ricostruzione dei fatti.

MONNEZZA, MEZZA BRUTTEZZA

Uno degli argomenti che hanno contribuito parecchio al grande freddo di oggi è naturalmente quello dei rifiuti. La mondezza romana arrivata nella Tuscia a fine autunno e ripresa poi ad arrivare oggi che ha chiuso la discarica di Cupinoro. Il Comune ha provato spesso ad interfacciarsi con la Regione su questo tema, e lo dimostra la fitta corrispondenza emersa negli ultimi tempi grazie al lavoro di intelligence dell’opposizione. Il sindaco invece aveva preferito tacere, forse perché in difficoltà da un punto di vista di relazioni politiche, considerando anche che il presidente della commissione dedicata è il consigliere regionale Enrico Panunzi, del Pd. E proprio a Panunzi e all’organo che presiede, ora Michelini ha chiesto un’audizione per affrontare un problema che potrebbe ulteriormente degenerare nei prossimi giorni, con la prevista chiusura della discarica di Guidonia e nuovi rifiuti da sistemare da qualche parte. Il fatto è che, nonostante la presenza di commissario straordinario ad hoc – Goffredo Sottile – Zingaretti avrebbe avuto tutte le facoltà per fermare il conferimento a Viterbo della mondezza romana. Non lo ha fatto, in barba al “patto per Viterbo”, e questo non è piaciuto (eufemismo) al Comune. In più, la mondezza arriva senza che ci sia un atto amministrativo che l’autorizzi, stile Paese delle Banane.

La locandina del convegno

La locandina del convegno

IN MEZZO A UNA STRADA

Seconda faccenda, altrettanto spinosa: la Trasversale. In questo caso il governatore non avrebbe gradito le critiche arrivate da Viterbo, dopo che i sette milioni per completare la superstrada fino a Monte Romano (stanziati nel 2012 dalla Polverini) erano spariti. Zingaretti è stato allora costretto a rimetterli a disposizione, diluendoli però in tre anni. Di qui i giustificatissimi mal di pancia viterbesi: si poteva fare di più, per un’opera strategica, sospesa da decenni e anch’essa tanto sbandierata in quel famigerato “patto per Viterbo”. Ma la domanda che nella Tuscia si fanno è: se per realizzare sette chilometri ci vorranno almeno quattro anni (salvo imprevisti), quanti lustri ci vorranno per fare il resto?

DOCCIA GELATA

Terza ferita che brucia, le terme. In questo caso da palazzo dei Priori sono rimasti delusi che sì, vabbe’, la Regione ha concesso di indire la gara d’appalto al Comune. Ma si è tenuta il 50 per cento della proprietà della struttura ex Inps, mentre in base ad una legge del 2009 era possibile dare l’intera struttura al Comune di competenza: così è stato fatto altrove, tranne che nel Lazio. Come se non bastasse, Roma ha mantenuto anche la concessione termale, lasciando a Viterbo solo la subconcessione. E questo a Viterbo è considerato nobbuono.

MALATI DI SERIE B

C’è abbastanza carne al fuoco, ma non è mica finita qui. Capitolo sanità, e qui si parla dell’ospedale di Belcolle. Una struttura non a norma, che manca di diverse autorizzazioni chiave, e che non vede neanche la possibilità dell’apertura del blocco A3, perché non ci sono i soldi. I posti letto poi sono al di sotto della soglia del 3 per mille, al contrario di quello che accade a Roma, dove di letti ce ne sono abbastanza, comunque più di Viterbo, e poi vai a smentire che la Regione non sia romanocentrica. Col paradosso che oggi, con una risonanza magnetica di Belcolle che è in manutenzione, i viterbesi che hanno bisogno di quell’esame vengono spediti a Terontola (cioé in culo alla luna), mentre ci sarebbero delle cliniche private attrezzate, qui, ma non autorizzate. Indovinate da chi?

VOTA ANTONIO

Manca soltanto una pennellata per finire questo affresco, che non è certo un capolavoro. Già, perché poi c’è pure la politica spicciola, quella che ha le sue regole, i suoi scherzi e i suoi scazzi. E parliamo delle primarie regionali per la segreteria del Pd. Al governatore non è andata giù l’endorsement di parecchi pezzi grossi e/o correnti viterbesi a favore di Lorenza Bonaccorsi, renziana e competitrice del cavallo appoggiato da Zingaretti, il reatino Fabio Melilli. Il quale, invece, sembra abbia il sostegno del sindaco Gianluca Angelelli, convinto dopo un’abile mediazione (eufemismo) di Enrico Panunzi. Già, solo questa potrebbe essere un’ottima ragione per andare domani a Civita Castellana ma non tirare poi dritto fino a Viterbo.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Con quella testa lucida che si ritrova, il Sor Zingaretti non può che invadere la nostra provincia con quintali e quintali di monnezza. Ce lo meritiamo: siamo, siamo sempre stati e saremo sempre dei pecoroni pronti a votare il ciarlatano di turno, dal vecchio Giulio al (quasi) giovane Nicola.

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