28052017Headline:

Acqua pubblica? Certo, anzi probabile

Devid Porrello

Devid Porrello

I principi sono sacrosanti. Come quello che sancisce  che “l’acqua è un bene naturale e un diritto umano universale”. E ancora: “Tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili”. E infine: “La gestione del servizio idrico integrato deve essere svolta senza finalità lucrative e ha come obiettivo il pareggio di bilancio, persegue finalità di carattere sociale e ambientale”. Ma per vedere come sarà il resto bisognerà attendere.

Di cosa si parla? Della nuova legge regionale cha ha sancito, senza ombra di dubbio, che la gestione idrica debba essere pubblica, senza se e senza ma.

Una legge che provocherà anche una bella rivoluzione sul territorio, visto che prevede l’abolizione dei vecchi Ato, cioé gli Ambiti territoriali ottimali, e istituirà dei bacini idrografici di riferimento. Vale a dire: l’acqua prelevata dovrà essere rapportata alle capacità naturali del territorio, onde evitare il rischio di prosciugare riserve e sorgenti e di rimanere a secco.

C’è un limite di sei mesi affinché la Regione individui i bacini, ciascuno dei quali sarà gestito – attraverso delle assemblee – da un’autorità di bacino gli enti locali di quel territorio. Che saranno anche proprietari degli impianti. Prevista anche la possibilità, per quei Comuni che erano passati ad aziende di gestione private, di tornare sui loro passi e di subentrare alle società.

Fin qui dunque, tutto bene. Ma gli interrogativi da sciogliere, e non ancora sciolti, sono tanti, tantissimi. Giacché la “ciccia” si potrà assaporare quando alla Pisana sarà stata approvata la legge operativa, quella che  dovrà dettare regole e programmi.

Comunque sia, che non tutto sia proprio limpido come l’acqua lo ha fatto subito rilevare il consigliere regionale Devid Porrello, del Movimento 5 Stelle, il quale ha depositato un’interrogazione urgente a risposta scritta rivolta al presidente Zingaretti.

Nel testo di Porrello si legge che mentre la legge ha sancito i principi per cui l’acqua e tutta la sua gestione deve avere un carattere pubblico ed esente dagli scopi di lucro “in un incontro pubblico,  il commissario dell’Agenzia Arsial ha esplicitamente ribadito la volontà di cedere la rete idrica alla società Acea. Questa affermazione cozza con l’articolo aggiunto alla legge con lo scopo di bloccare, fino all’individuazione dei bacini idrografici, ogni passaggio di gestione in modo che ogni comune possa scegliere la forma più opportuna di gestione del servizio. Con quest’atto – prosegue la nota – il Movimento 5 Stelle vuole conoscere le linee guida che questa amministrazione, disattendendo di fatto la volontà del consiglio e dei cittadini, vuole dare all’Arsial in merito al passaggio delle reti idriche ad Acea. L’acqua è pubblica per legge e non vorremmo che la distribuzione di questa risorsa fondamentale diventi motivo per l’ennesimo saccheggio dei diritti e dei risparmi dei cittadini”.

Illazioni? Sospetti ingiustificati? Non troppo, giacché comunque l’indiscrezione che possa istituirsi un’ato unico regionale nei giorni scorsi è circolata. E a chi andrebbe la gestione?

Comunque sia nei prossimi giorni forse se ne potrà sapere di più. Il Pd infatti, ha convocato per il prossimo 29 marzo alle ore 10 presso l’ex mattatoio di Valle Faul un incontro con Enrico Panunzi..

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Bella cosa l’acqua pubblica, ma intanto noi continuiamo a pagare alla famigerata (non per il presidente e i consiglieri d’amministrazione “a gettone”) Talete acqua all’arsenico, che forse non è buona neppure per il bidet.

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