23072017Headline:

“Avevamo già vinto: la città ora ci conosce”

Emanuela Dei

Emanuela Dei

Il suo è stato uno dei volti di questa battaglia lunga otto mesi e tutt’altro che comoda. Lei, Emanuela Dei, sul registro delle coppie di fatto (approvato ieri dal consiglio comunale) ci ha messo la faccia, così come ce l’hanno messa le ragazze di Arci Cultura lesbica e il movimento di Solidarietà cittadina (ieri presente in sala). E tutto sommato non va neanche dimenticato l’altro lato della luna, le associazioni cattoliche che questa disfida l’hanno persa e che comunque – secondo le vecchie regole di cavalleria – meritano l’onore delle armi. Ma adesso è Emanuela Dei quella contenta.
Giusto?
“Sono, siamo, pienamente soddisfatti”.
Il regolamento l’ha letto?
“Ancora no, ma so che le correzioni sono state poche, e comunque non hanno cambiato il senso del provvedimento”.
E quale sarebbe, il senso?
“Un grande segnale d’apertura da parte della città di Viterbo, la consapevolezza dei problemi di tante coppie, e la necessità di dar loro dei diritti”.
Tutto liscio, tutto perfetto?
“Abbastanza, visto il risultato. Certo, sui tempi forse si poteva risparmiare qualcosa, così come sulle polemiche, che sono state aspre. Ma è fisiologico quando si affronta una questione così delicata per la prima volta”.
E magari i tempi sono stati allungati ad arte…
“Che la maggioranza, ad un certo punto non sapesse che pesci prendere, che qualcuno voleva capire bene se in questo regolamento c’entravano anche gli omosessuali o meno, era chiaro a tutti. E lo si è visto anche oggi nel voto decisivo. Ma alla fine è andata bene. Anche perché non sarebbe stata una bella figura non avere un regolamento mentre già diversi comuni della provincia, molto più piccoli di Viterbo, lo avevano approvato senza problemi”.
Sinceramente: un anno fa si sarebbe immaginata un regolamento comunale per le coppie di fatto?
“Ma che scherziamo? Solo proporlo sarebbe stato un harakiri. Tutti sapevano come la pensavano gli amministratori di allora…”
Sarebbe stata fatica sprecata.
“Invece stavolta ci abbiamo provato, nella speranza che i nuovi equilibri di palazzo dei Priori potessero accogliere la svolta”.
E avete fato un lavorone.
“Questa, se permette, è la vittoria più bella, anche prima del voto decisivo. Abbiamo raccolto le firme, sensibilizzato l’opinione pubblica. Abbiamo fatto capire ai viterbesi che qui c’è anche una comunità importante omosessuale e lesbica: sono convinta che in molti non lo sapessero. Anche solo per questo valeva la pena. Ma voglio che sia chiara una cosa”.
Dica.
“Il registro delle coppie di fatto è una possibilità, una scelta, per tutte le coppie non sposate. Anche quelle etero. Si può esercitare o no, l’importante però è che ora ci sia”.
La battaglia è finita qui?
“Non si finisce mai. Abbiamo tante altre iniziative in cantiere. I seminari sulla diversità di genere, corsi per i genitori di figli gay, siamo nel circuito del Roma pride 2015…”
Domanda personale: lei e la sua compagna vi iscriverete al registro?
“Dobbiamo vedere se la residenza è vincolante. Ma se non potremo a Viterbo lo faremo altrove. All’Arci lesbica, comunque, già ci sono delle coppie pronte al grande passo”.
Adesso si può. E avanti i primi della lista.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Complimenti a Emanuela e a tutti quelli che hanno creduto in questa battaglia di civiltà.

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