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Coppie di fatto: tante le frasi storiche

merloQuelli che ora che il consiglio comunale ha approvato, in data martedì 12 marzo 2014, il Registro delle Coppie di fatto, che per definizione sono “due persone maggiorenni, di sesso diverso o dello stesso, residenti e coabitanti a Viterbo”, converrà consegnare alla Storia le frasi celebri e comunque memorabili che sono state scritte e dette intorno all’accadimento.

Quelli che, come recita il testo del provvedimento, “la comunità della città di Viterbo, al pari di quella italiana, è caratterizzata dalla presenza di forme di legami affettivi che non si concretizzano nell’istituto del matrimonio e che si denotano per una convivenza o comunque per una comunanza di interessi stabile e duratura”.

Quelli che “siamo pienamente soddisfatti: il Registro è un grande segnale d’apertura da parte della città, la consapevolezza dei problemi di tante coppie, e la necessità di dar loro dei diritti” (Emanuela Dei, Arci Cultura lesbica).

“A seguito di discussioni piuttosto scomposte in Commissione, siamo alla fine riusciti a redigere il tanto agognato regolamento. E’ ormai un dato di fatto che nella società attuale una coppia di omosessuali deve avere la stessa dignità delle coppie eterosessuali” (Melissa Mongiardo, consigliere Pd).

“E’ importante garantire determinati diritti a tutti i cittadini, etero od omosessuali che siano, fermo restando che tale riconoscimento, almeno per il M5S, non equivale in nessun modo all’acquisizione dello status familiare” (Gianluca De Dominicis, consigliere M5S).

“Non si può dire che questo registro sia stato concepito solo in favore degli omosessuali. Questo provvedimento, infatti, interesserà principalmente le coppie eterosessuali, in netta maggioranza rispetto alle suddette realtà” (Paolo Simoni, consigliere lista Oltre le mura).

“Spiegateci quali sono i diritti di cui state parlando. Diritti di eredità, ad esempio, non ci saranno; stessa cosa per i diritti inerenti alla reversibilità. Ed allora di cosa stiamo discutendo? (Luigi Maria Buzzi, capogruppo Fratelli d’Italia)

“Ma siamo sicuri che questo Consiglio possa legiferare su un tema non ancora affrontato a livello nazionale?” (Claudio Ubertini, capogruppo di Forza Italia).

“Se questo regolamento per alcuni non regola, secondo me è vero il contrario, è anche un fatto simbolico, importante per questa città. Nel Pd nove consiglieri del gruppo su undici sono a favore, non capita sempre” (Francesco Serra, capogruppo Pd).

“Anche se non era nel programma elettorale, abbiamo fatto delle consultazioni perché crediamo che un movimento civico come il nostro si debba occupare di questioni che attengono ai cittadini” (Chiara Frontini, lista Viterbo 2020).

“La legalizzazione delle unioni di fatto è inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo. Quale che sia l’intenzione della proposta, l’effetto sarebbe deleterio per la famiglia” (documento della Cei del 2007, utilizzato dalla Curia vescovile per stigmatizzare la decisione di palazzo dei Priori).

Quelli che “il consenso o il dissenso espresso verso l’approvazione del regolamento non è legato ad alcuna appartenenza politica, ma attiene esclusivamente alla sfera personale di ogni individuo. Un risultato che, al di là di qualche polemica, può essere interpretato come un punto di partenza e di apertura verso quei tanti giovani, conviventi, che da anni vivono in uno stato di fatto, e che ora finalmente si vedono riconosciuti quei diritti di civiltà fino a oggi negati”. (Leonardo Michelini, sindaco di Viterbo).

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Peccato manchi qualche ficcante dichiarazione dell’ex ultrasinistro convertito al baciapilismo per via andreottiana e albertosordesca Arduino Troili.

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