27062017Headline:

“La carrozza e S. Rosa all’ex Buon pastore”

Palazzo ex EcaViaggio alla scoperta della Viterbo sparita. Mica per quella nostalgia che spesso diventa patetica, ma per ragioni pratiche. Quelli di Viterbo Civica, l’associazione di cittadini che da qualche mese si è messa al servizio della città, delle sue bellezze abbandonate (come le fontane) ma anche per affrontare i problemi reali (la mondezza), è mossa stavolta da una contingenza. Vale a dire: trovare uno spazio per la Carrozza dei Priori, il veicolo settecentesco che il Comune voleva prestare a Piacenze. Di qui l’esigenza: reperire un luogo adatto dove mettere la carrozza e magari altri tesori artistici e culturali che la città possiede ma che al momento non sa dove mettere (e non solo perché il museo civico è chiuso).
Ecco allora che tra le segnalazioni arrivate via Facebook a Viterbo Civica, una ha solleticato la curiosità di questi esploratori urbani: il complesso ex Eca. Siamo in via della Volta Buia, stradina caratteristica che unisce via Mazzini al Corso, appena dietro il teatro Genio. “Abbiamo trovato uno splendido palazzo del primo periodo rinascimentale, recentemente restaurato – raccontano i volontari dell’associazione – Il portone era aperto, perché ospita la segreteria di una nota associazione di volontariato, aperta al pubblico due volte la settimana. All’interno un vero e proprio giardino, purtroppo, visibilmente trascurato .Abbiamo chiesto agli abitanti della zona, qualche notizia in più, gli anziani del quartiere ricordano il palazzo come Conservatorio del Buon Pastore, perché nel 1862 diventò una casa d’accoglienza per fanciulle povere e donne traviate, diretta dalle suore del Buon Pastore”. In seguito è stato anche cinema, e più di recente ha ospitato anche un asilo. Poi, e siamo nel decennio scorso, varie vicende non del tutto chiarite: prima l’idea di farci una casa d’accoglienza per le donne vittime di violenza (in coerenza con lo spirito del Buon Pastore che fu), in seguito un finanziamento della Regione per realizzare un polo della solidarietà, tra associazioni di volontariato e alloggi per i disabili. Ma a tutt’oggi la struttura è a metà tra l’abbandono e l’inutilizzo. Tanto che Viterbo Civica si chiede se il Comune ha ancora dei progetti in merito.
In attesa di risposte, ecco la proposta dei civici. “Sarebbe il posto ideale per accogliere finalmente un museo di Santa Rosa, vista la sua posizione assolutamente centrale, una struttura praticamente già pronta, e la necessità di riportare in vita il centro storico. Con il riconoscimento Unesco è logico pensare ad uno spazio espositivo più grande e rappresentativo di quello attuale a San Pellegrino, coi modellini delle Macchine, i cimeli, magari un bookshop e una caffetteria. E naturalmente la Mazza del maggiordomo e la Carrozza dei Priori”. Questa l’idea. Chissà se Comune, Sodalizio e chi di dovere saranno d’accordo. Visto che il museo delle Macchine resta un sogno da trent’anni a questa parte, quello su Santa Rosa potrebbe essere ampliato e arricchito. E la collocazione in via della Volta Buia, in una parte dimenticata del centro storico, non sembra peregrina: in un posto così, a Barcellona, ci hanno fatto il museo Picasso. Così, tanto per dire.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Siamo assolutamente d’accordo con la proposta di utilizzare questa struttura abbandonata come museo. Un bel museo dedicato ai voltagabbana più famosi della storia, la cui direzione andrebbe senz’altro affidata a Philip Red from Trieste.

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