20092017Headline:

La riforma della riforma…

camera deputatiLa situazione grave in cui versano i Comuni Italiani, ed in particolare quelli di ridotte dimensioni demografiche, deriva da una criticità che prima di essere politica ed amministrativa, è culturale. Il nuovo Titolo V, che ha rappresentato il punto più avanzato del processo di crescita ed affermazione dell’autonomia e del ruolo del Comune, quale una delle componenti equiordinate della Repubblica, è rimasto inapplicato.

Il Testo Unico degli enti locali, che agli articoli 4 e 5 apportava un profondo riequilibrio ai nuovi ed estesissimi poteri delle Regioni, solo in pochissimi casi ha avuto norme applicative; di qui l’esigenza di riformare la riforma che aveva riformato la legge quadro 142/90. Inoltre l’equiordinazione dei Comuni con Stato, Regioni, Province e Città Metropolitane, non ha dato luogo ad una revisione del sistema vigente dei rapporti istituzionali, incentrato sulla Conferenza Stato-Regioni e Conferenza Unificata, improntate alla primazia gerarchica dello Stato.

Nonostante quindi la Costituzione abbia previsto un passaggio di poteri (prerogative e risorse finanziarie) dallo Stato alle Regioni e da queste ai Comuni su un piano di perfetta parità e chiarezza istituzionale (chi fa che cosa), la politica tutta, impregnata di centralismo statuale in conflitto con il neocentralismo regionale, non ne ha dato corso. Anzi la situazione è peggiorata perché oggi al posto del federalismo e del decntramento, abbiamo due centralismi che si contrastano e si annullano, a spese dei territori.

La lezione millenaria dei Comuni e quella dei cento anni dell’ Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, le elaborazioni di decine di suoi esponenti, a cominciare da Luigi Sturzo, sono state misconosciute e talvolta tradite ed ora che ci accingiamo alla riforma della riforma della riforma non si può evitare un senso (mi verrebbe da dire nausea) di smarrimento.

Policy per la pubblicazione dei commenti

Per pubblicare il commenti bisogna registrarsi al portale. La registrazione può avvenire attraverso i tuoi account social, senza dover quindi inserire ogni volta login e password o attraverso il sistema di commenti Disqus.
Se incontrate problemi nella registrazione scriveteci webmaster@viterbopost.it

Pubblica un commento

Per commentare gli articoli, effettua il login attraverso uno dei tuoi profili social
Portale realizzato da