23072017Headline:

La Tuscia si apre ai monumenti

Ancora per oggi tornano le “Giornate FAI di Primavera”, la storica manifestazione del Fondo ambiente italiano, giunta quest’anno alla sua ventiduesima edizione, che apre le porte, da un capo all’altro delle Penisola, a 750 luoghi: chiese, archivi storici, aree archeologiche, giardini, palazzi, torri, mulini e persino arsenali, carceri, ipogei, eremi etc…

Le iniziative promosse dalla delegazione Fai della provincia di Viterbo comprendono i seguenti siti.

Bassano Romano

Palazzo Giustiniani Odescalchi

Palazzo Giustiniani Odescalchi

Palazzo Giustinani Odescalchi. Orario: Sabato: ore 10.30 – 17.00 ingresso riservato ai soli Iscritti al FAI; possibilità di iscriversi in loco; domenica: ore 10.30 – 17.00 apertura al pubblico. Le notevole facciata del palazzo volta a mezzogiorno si affaccia su una stretta via dalla quale attraverso un grande portale bugnato si inerpica la rampa che sale verso la piazza. Il palazzo che domina la piazza e l’intero borgo con la sua mole imponente è il frutto di due fasi costruttive e di due programmi edilizi di livello eccezionale.

Torre Alfina

Il bosco del Sasseto a Torre alfina

Il bosco del Sasseto a Torre alfina

Il Bosco monumentale del Sasseto a Torre Alfina. Partenza da Piazzale Sant’Angelo. Orario: Sabato: ore 10.00 – 15.00; Domenica: ore 10.00 – 15.00. “L’eccezionalità di questo bosco monumentale è legata alla compresenza di alberi secolari, che in alcuni esemplari superano i 25 metri di altezza e diametro di oltre 1 metro. Come bosco mesofilo, costituisce un raro gioiello di bio-diversità forestale di grande effetto naturalistico. Il Sasseto si trova all’interno del grande parco che circonda il castello di Torre Alfina e custodisce il Mausoleo neo-gotico di Edoardo Cahen, antico proprietario della storica dimora”. Eventi collegati: visita guidata al Museo del Fiore di Torre Alfina a cura del Comune di Acquapendente in collaborazione con la Cooperativa L’Ape Regina (orario 10.00 – 17.00)

Torre Alfina

Il castello Monaldechi

Il castello Monaldechi

Il castello dai Monaldeschi. Orario: Sabato: ore 10.00 – 17.00; Domenica: ore 10.00 – 17.00. Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni®: Istituto di istruzione superiore artistica, classica e professionale di Orvieto, in collaborazione con la Pro loco di Torre Alfina. Il castello è uno splendido esempio di maniero neo-gotico ottocentesco che conserva straordinarie memorie storiche e artistiche dell’antico castello medievale dei Monaldeschi della Cervara. Nel 1500 fu ampliato e decorato da grandi artisti con interessanti affreschi manieristi. Nel 1800 fu rinnovato dal famoso architetto Giuseppe Partini per la famiglia dei banchieri Cahen di Anversa. Il parco circostante, rivisitato in chiave romantica, include il bosco monumentale del Sasseto.

Tarquinia

Nella cittadina litoranea infine, si potranno visitare tre tombe etrusche dipinte di diverse necropoli inserite nell’elenco dei beni patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

La tomba dell'Orco

La tomba dell’Orco

Tomba degli Scudi. Sabato: ore 10.00 – 17.00; domenica: ore 10.00 – 17.00. La tomba fu scoperta nel 1870. E’ costituita da una grande camera centrale con soffitto a doppio spiovente con travi in rilievo; sulla parete di fondo e su quelle laterali si aprono tre camere che comunicano con la centrale mediante porte e finestrelle laterali.

Tomba del Tifone. Sabato: ore 10.00 – 17.00; domenica: ore 10.00 – 17.00. La Tomba del Tifone è stata scoperta nel 1832 ed è una delle più grandi rinvenute nella necropoli di Monterozzi. Risale al II – I secolo a.C., ovvero all’epoca tarda etrusca quando Tarquinia è ormai un Municipio di Roma.

Tomba dell’Orco. Sabato: ore 10.00 – 17.00 ; Domenica: ore 10.00 – 17.00. La tomba fu scoperta nel 1868. Si compone di due camere originariamente divise da un sottile tramezzo di roccia e raggiungibili ognuna con un proprio dromos. La tomba dell’Orco I è la sepoltura più antica; essa era in origine una piccola stanza con profonde nicchie alle pareti di cui oggi solo due sono conservate. Più tardi, intorno al 330 a.C., viene scavata un’altra camera, con un suo dromos (Orco II) che viene messa in comunicazione attraverso un corridoio (Orco III) alla più antica.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Leggete bene e riflettete, ché questa provincia per attirare turisti (e soldi) non ha bisogno di abbeverarsi alla disgustosa fonte di kaffeina.

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