17112017Headline:

#Leonardo, non stare sereno

Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

“#Leonardo, non stare sereno”. Potrebbe essere l’hashtag da inviare al sindaco di Viterbo, costretto in queste ultime ore a navigare in un mare quanto mai procelloso, con una maggioranza che tenta di tirarlo per la giacchetta un po’ da tutte le parti.

In questi ultimi giorni la crisi (se così si può definire) è esplosa soprattutto sul caso-Barelli e sull’ipotetico conflitto d’interesse. Vedremo nelle prossime ore come evolverà la situazione (il sindaco ha annunciato un rimescolamento delle deleghe), ma – stando ai rumors che arrivano da palazzo dei Priori – tutto questo potrebbe non bastare.

Già, perché sembra che i problemi siano altri e di ben altra natura. Del resto, se si va a vedere il bilancio di palazzo dei Priori, la Cultura incide per una parte non estremamente significativa, mentre ben più carnose sono le cifre riguardanti altri settori strategici, dove lo spirito d’iniziativa latita o è ai minimi termini.

Giorni addietro c’è stata la presentazione in pompa magna dei progetti Plus, ma quella è roba della precedente amministrazione. Ciò che però è finora mancata è stata una programmazione concreta su quale tipo di città l’amministrazione Michelini voglia puntare: Sì, qualche buona (e timida) idea è stata messa in campo (allargamento della Ztl e liberazione delle piazze storiche dalle auto), ma forse è troppo poco. Soprattutto è difficile comprendere all’interno di quale progetto tali provvedimenti siano stati presi. Dal che le proteste dei commercianti (ma quelle erano scontate), ma soprattutto dal Pd (o meglio da quel Pd più innovatore e riformista), concretizzatesi in un documento al quale Michelini dovrà prima o poi rispondere.

Fino a oggi il sindaco è stato bravo soprattutto nel fare il pompiere. Ma questa tecnica gli è un po’ scoppiata in mano sul caso Barelli, dove alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca, ammettendo che quelche problema esisteva e non era pura invenzione dei disfattisti. E sul resto – perpetuando questa sua tecnica dilatoria del “finché la barca va” – rischia di fare la stessa fine.

Ormai non è più un mistero per nessuno che tra gli assessorati dell’Urbanistica e dei Lavori Pubblici non ci sia alcun tipo di dialogo. Che si lavora a camere stagne. Che i due assessori si salutano a malapena. Che manca quello spirito di squadra più volte evocato dal primo cittadino, ma che ha ragione di esistere solo nella sua testa. Ergo, urge prendere provvedimenti, altrimenti si rischia di finire nel pantano fino al collo. A proposito: lo scorso dicembre il sindaco Michelini, insieme al suo vate Beppe Fioroni, annunciò il progetto di restauro delle mura civiche: che fine ha fatto?

In tutto ciò un ruolo determinante lo sta svolgendo il capogruppo del Pd Francesco Serra, anche se pure lui ha le sue gatte da pelare, con un partito diviso a metà, dove c’è chi rema contro per meri interessi di bottega, tutti tesi a salvaguardare la sopravvivenza (politica) dell’area sconfitta al congresso nazionale, che non ne vuol sapere di mollare o di adeguarsi, ma che punta soltanto a fare terra bruciata per conservare al meglio il proprio lato B.

Vedremo cosa accadrà in questa settimana, che si annuncia cruciale in quanto prevede una verifica politica a tutto campo. La speranza è che il sindaco si renda conto da solo che serve un cambio di marcia vero e che i problemi sul tappetto vanno affrontati e risolti, non rinviati alle calende greche facendo finta che non esistano. Altrimenti si continuerà ad andare avanti alla giornata, con magari tanti piccoli interventi, ma senza un progetto d’insieme che garantisca il salto di qualità.

“#Leonardo, non stare sereno”. E datti da fare. Altrimenti, tanto valeva tenersi tutti quelli che ti hanno preceduto.

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2   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Caro Leonardo, se sereno vuoi star, gli impresentabili vivaviterbicoli dalla giunta a calci in c. devi cacciar.

  2. rodolfo venturini scrive:

    a viterbo non cambierà mai niente finchè ci saranno persone come Fioroni Marcoccia ecc. che dettano le regole. Altrimenti come si spiega che persone, neanche viterbesi e senza alcuna professionalità e specializzazioni riconosciute Ciambella e Saraconi, hanno concentrate su di loro le deleghe più importanti? Quali sono le loro competenze straordinarie se non quelle di essere le fidatissime dei nomi suddetti?

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