23102017Headline:

Michelini non fa il Pinocchio

Il sindaco inaugura il parcheggio

Il sindaco inaugura il parcheggio

Talvolta (per esprimersi come farebbero due laureati seduti in una caffetteria al centro di Parigi) rompere i maroni (che non sono le castagne) funziona. E quando si tratta di fracassare determinate parti anatomiche Viterbopost sa bene come muoversi.

Ma partiamo dal principio. Antefatto. Non c’era la sora Lella. Non c’erano manco il corsaro Ricci e la vice Ciambella (così la rima è chiusa). Ma c’era lui, il sindaco Leonardo Michelini. Unico baluardo comunale ad aver provato l’ebbrezza del posteggiare su strisce blu (senza questua) prima ancora di aver tagliato il nastro. E mentre procede il folle progetto internazionale di spedire una colonia bipede su Marte, al fine di conquistare e colonizzare in modo permanente il pianeta bolscevico (per citare anche Guzzanti), a Viterbo si è finalmente inaugurato il parcheggio delle Pietrare.

Un piccolo passo per l’uomo, un grande parking per la città dei Papi. Cento (circa) sono i posti a disposizione del genere umano. Suddivisi su due livelli. Tinti di un inquietante e al tempo stesso consolante azzurro rassegnazione. Delimitati da segnaletica orizzontale, macchinetta sputa-ticket, estintori, cartellonistica e ogni possibile accessorio (non) indispensabile, ma sancito dalla legge. “Ci sta pure la luce – annuncia il primo cittadino – gentilmente offerta dalla Francigena (che poi avrà in appalto tutto il comprensorio, ndr). Poiché l’Enel non ha ancora allacciato i cavi, ma io volevo aprire a tutti i costi. Quindi bene così, seppur col generatore elettrico”. Che farà felice qualche benzinaio.
In verità comunque l’armadio per automobili partirà a tutti gli effetti da domani. Poiché nei giorni domenicali è si prevista la sosta, ma senza pedaggio. “E a tal proposito – prosegue Michelini – i pendolari, esibendo l’abbonamento sul cruscotto, pagheranno solamente un euro e mezzo al dì. Per tutti gli altri si rimane invece sulle tariffe prestabilite, zero cinquanta ogni ora”.
L’opera, va rimarcato, nasce dalle menti della passata amministrazione. Ma la burocrazia e i vari passaggi di consegna (lavori pubblici-patrimonio-certificazioni-accordo con la Francigena) hanno arenato l’ingranaggio e fatto slittare il debutto di quasi due anni. “Di sicuro non sono emozionato – ci scherza sopra Leo nostro – Credetemi però che abbiamo corso. Mi ero preso un impegno con Viterbopost, e nonostante abbiamo ritardato di quarantott’ore, l’ho mantenuto”. Tant’è che sulla soglia, al piano zero, ecco una bella infiltrazione. Che (seconda promessa, si spera non da marinaio) verrà rattoppata non appena il sole farà capolino con decisione.
E un altro piccolo pezzo di Viterbo è sistemato. Anche se poi forse sarebbe il caso di rivedere l’orario di fermata davanti al supermercato e alle numerose attività. In quanto coloro i quali prendono il treno, sovente gradiscono abbandonare la macchina lì per lunghi periodi. A discapito di chi invece gradirebbe trovare sede veloce per fare la spesa.
In tutto ciò Viterbopost rimane a disposizione per futuri (nemmeno troppo) rodimenti al di sotto della cintola. Che, così pare, la pratica porta a buoni frutti.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Perché pagare per parcheggiare se il viterbicolo medio può mettere la sua macchinina o macchinona dove c. gli pare “a gratis”?

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