24082017Headline:

“Monterazzano, il Comune faccia chiarezza”

Gianluca De Dominicis e, sullo sfondo, Massimiliano Bernini

Gianluca De Dominicis e, sullo sfondo, Massimiliano Bernini

Pioggia fina e fastidiosa, su questa campagna che sembra brughiera scozzese. Campi verdi, qualche casolare, qualche fosso, un gregge di pecore che attraversa la strada, due pazzi in mountain bike. Sembra quasi che dietro la siepe alta, al di là del cielo, non possa esistere la discarica di Monterazzano, anzi de Le Fornaci. E invece c’è, e si capisce dall’andirivieni dei camion. Sì, la discarica c’è, e accoglie da anni i rifiuti di Viterbo e provincia e anche quelli di Rieti e più di recente pure la mondezza romana, sfrattata da Malagrotta e poi da Cupinoro. I cittadini lo hanno saputo tardi: se n’è accorta la Provincia, che ha le competenze in materia, e poi il Comune (responsabile in quanto questo impianto, come quello di trattamento di Casale Bussi, è sul suo territorio) ha confermato, anche se a fatica, anche se dopo una serie di gaffes poco memorabili.

Per questa ragione, in questo sabato mattina, il Movimento Cinque Stelle protesta. Chiede chiarezza, chiede risposte, chiede certezze, perché l’argomento è troppo delicato e fondamentale (riguarda tutti) per essere trattato con i guanti bianchi. C’è un pick up sul bivio della Tuscanese, di vedetta e di riferimento per indicare la strada (in effetti non facilissima da trovare) che i militanti debbono percorrere per arrivare all’appuntamento. Dopo pochi chilometri in mezzo alla campagna bagnata, ecco Le Fornaci, ecco quelli del Movimento, ecco le forze dell’ordine che sorvegliano con discrezione. Bandiere, striscioni, slogan esiziali “Mi rifiuto”.

La manifestazione fuori alla discarica

La manifestazione fuori alla discarica

Il consigliere comunale Gianluca De Dominicis e il deputano Massimiliano Bernini sono i due esponenti politici, i famosi portavoce inventati da Grillo e Casaleggio. Spiegano senza tanti fronzoli il perché e il percome di questo che dovrebbe essere un sit in anche se poi stanno tutti in piedi. “Finora è mancata chiarezza da parte dell’amministrazione comunale – dice De Dominicis – ed è quella che invece pretendiamo. Servono dati certi sulla capienza residua di Monterazzano, perché è da qui che bisogna partire se si vuole davvero fare qualcosa per bloccare i conferimenti dall’esterno della Tuscia. Lo abbiamo chiesto al sindaco, il quale ha detto che la competenza è della Provincia. E allora il Comune li chieda a palazzo Gentili, questi dati. O meglio alla Regione, dove pare che li abbiano, visto che in un incontro del 28 gennaio con i comuni dell’Ato in difficoltà (quello di Cupinoro, che avrebbe chiuso a fine mese, ndr) li avrebbe forniti. E nella determina del 18 dicembre in cui si autorizzano Formello e Trevignano a conferire a Viterbo, si parla di un ampliamento della capienza da 185 mila a 215 mila tonnellate. Quanto spazio c’è allora a Monterazzano? Se è in esaurimento, le regole prevedono che si possa sospendere l’arrivo dei rifiuti da fuori”. C’è poi la questione del principio di solidarietà e di prossimità, che De Dominicis accetta ma ponendo dei paletti: “Rieti conferisce qui da anni, ma non fa raccolta differenziata, o la fa con percentuali bassissime. Se in tutto questo tempo i sabini non si sono impegnati né per migliorare la raccolta né per costruire un impianto alternativo, mi domando se sia giusto continuare con la nostra solidarietà. Noi, che invece per la differenziata ci stiamo impegnando… Lo stesso discorso vale per Roma. Va a finire che anche i cittadini virtuosi si stancano”.

E Bernini, oltre a confermare tutto l’appoggio alle iniziative locali del Movimento (che ha anche fatto una campagna informativa nelle strade e nelle piazze), amplia il discorso: “Trovo assurda questa gestione dei rifiuti, non è più sostenibile. Non si può continuare a spostare la mondezza su e giù per la Regione, con tutti i relativi disagi. Bisogna ripensare tutto, magari prendendo esempio da altri Paesi europei che sono all’avanguardia. Penso alla differenziata, al riciclo, alla riduzione della produzione stessa di rifiuti. La discarica non è il futuro, così come non lo sono gli inceneritori, ai quali siamo fermamente contrari. E poi, pensiamo a salvaguardare la terra, a mettere fine all’erosione di terreni che invece potrebbero essere utilizzati per l’agricoltura. E lo dico da componente della commissione Agricoltura della Camera”. Già, i campi. Quelli , ancora bagnati di pioggia che si riattraversano per tornare in città da Le Fornaci, Monterazzano, discarica di Viterbo e provincia, ma anche di Rieti e di un bel pezzo di Roma.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Speriamo che questa manifestazione dei poco simpatici (a noi, of course) grillisti serva a salvarci dalla paventata pioggia di quintali di monnezza.

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