28072017Headline:

Su Facebook una pagina per viterbesi doc

viterbo facebook (2)È una moda. Partita da chissà dove e giunta anche qui (terreno assai fertile per le frivolezze). È un passatempo. Perché i social, pure vedendoli con l’occhio più lungimirante possibile, altro non sono che quello. È un modo di mettersi in mostra. Ennesima tipicità che ben si sposa col territorio. Ma è anche un elemento aggregativo. Un movimento pacifista (quasi sempre). Un esercito armato di tastiere, tablet e cellulari. Una boccata di relax in uno scenario apocalittico. Si chiama “Sei di Viterbo se” (togliendo il capoluogo ed inserendo qualsiasi altra città dello Stivale ci si rende conto della portata), ha sede tutt’altro che fisica su Facebook, ed è il (o quantomeno uno dei) fenomeni più trasversali e sulla cresta dell’onda del momento. Un gruppo, così lo si definisce in gergo tecnico. “Meqqui solo li goji ce ponno sta”, recita invece il cartello d’entrata. Ossia le info, biglietto di presentazione del pianeta faccia-libro.
Di cosa si tratta? Semplice. Anzi, complicatissimo. Perché i contenuti sono così trasversali ed in continua evoluzione che solo buttandoci l’occhio ci si può fare un’idea più precisa. Comunque, tanto per dare due numeri, l’idea prende forma poco più di un mese fa. Il tam tam in quattro e quattr’otto converge nella tribù più di quattromilacinquecento utenti (e duemila foto). Rigorosamente viterbesi. Doc. O dop (se per P si intende piascaranese). Sono ben accetti anche coloro che per motivi vari hanno abbandonato il ducato di Santa Rosa, ma guai alle incursioni dei non nati in loco. Figuriamoci degli estranei (già Monterazzano sta al limite).
Sul muro del gruppo (ossia lo spazio bianco dove si scrive) ci si può trovare di tutto. Scatti storici (più o meno belli, più o meno simpatici), personaggi dimenticati, gente che se n’è andata ma è come se fosse rimasta. Dubbi. Perplessità. Lamentazioni (non quelle di Michelangelo). Consigli. E battute. Tante. Una tonnellata di materiale interattivo squisitamente dialettale. Dai proverbi ai parallelismi con l’italiano più forbito.
Un movimento (senza stelle) di questo tipo però, essendo legato ad un’area tanto ristretta, non poteva fermarsi alla rete. Quindi ecco la prima mossa collettiva. Tutti in piazza stamani (ore 11), per la Foto con la F maiuscola. Inutile dire quale piazza, quella del Palazzo Papale. E ancora tutti a cena (tutti?) il 21. Per buttare l’occhio oltre lo schermo e anche per raccogliere soldi da girare in beneficenza.
Mica male, deo caro.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Sei di Viterbo se non sopporti Philip Red from Trieste e i suoi tristi scherani.

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