21082017Headline:

Umiliante la bocciatura della parità di genere

camera deputatiUna brutta pagina quella scritta dalla Camera dei deputati. Avevamo la possibilità di far fare al Paese un passo in avanti, in un momento cruciale in cui si va riscrivendo la legge elettorale. E invece abbiamo miseramente fallito. Un peccato la bocciatura degli emendamenti con cui si chiedeva la parità uomo-donna nella selezione dei candidati alle elezioni.

Avevamo l’occasione per consolidare un risultato già acquisito in Parlamento: il Pd si è infatti speso per la parità nel corso delle ultime politiche, garantendo l’alternanza di genere nelle candidature. Ieri c’era l’opportunità di estendere quella che è una regola interna al Pd anche alle altre forze politiche per farne una norma generale. Non ci siamo riusciti.
Inopportuna anche la spaccatura avvenuta all’interno dei democratici. Il risultato resta sconcertante e umiliante perché dimostra che sono ancora molte le resistenze persino all’interno del Pd affinché si proceda speditamente verso l’approvazione della parità di genere nell’Italicum, nonostante lo stesso principio sia presente nelle nostre regole e nel nostro statuto.

Sono del tutto consapevole che riforme importanti per il Paese debbano trovare una larga condivisione, almeno tra la gran parte delle forze presenti in Parlamento. Ma, come dimostra questo caso, l’intesa vincolante con Berlusconi rischia di non produrre buone riforme se sui punti fondamentali il Pd non mostra maggiore determinazione e fermezza. Non basta una legge elettorale purché sia, serve una buona legge elettorale che faccia dimenticare il Porcellum e aiuti a promuovere una nuova Italia, una buona Italia, e che rispecchi il Paese reale, fatto di uomini e donne.

A questo punto è indispensabile proseguire il lavoro fin qui fatto affinché durante la discussione in Senato vengano reintrodotte e approvate quelle norme di civiltà e di rappresentanza realmente democratica volte a garantire una effettiva parità tra uomini e donne dentro il Parlamento.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Il Sor Mazzoli dimostri tutta la sua indignazione dimettendosi dal ben remunerato laticlavio. Altrimenti ci risparmi le sue chiacchiere.

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