24082017Headline:

Una palestra tra le querce: un bel problema

Villanova (1)Quelle querce sono secolari. Questo parco, via della Biga di Castro, è uno squarcio di verde in un quartiere impregnato di cemento, Santa Barbara. Sono dati di fatto, senza romanticismo né populismo né ambientalismo alle vongole. Ma ci sarebbe da fare una palestra, che serve alla gente del quartiere e che, cosa rara, è già stata finanziata dal ministero per 700 mila euro. Dunque, il discorso non può essere ridotto a: volete il parco o volete la palestra? Volete Gesù o volete Barabba?

I cittadini del quartiere più popoloso della periferia hanno manifestato domenica mattina, in una bella giornata di sole, contro la distruzione del parco. Ma non sono tendenzialmente contrari alla costruzione dell’impianto sportivo, che – come detto – serve. Sono arrivate le associazioni, con Viterbo civica in prima fila, e sono arrivati pure i politici, quelli civici, d’opposizione, di FondAzione e Viterbo2020. Dalla maggioranza, finora, nessuna risposta.

Eppure. Eppure ci sarebbe ancora tempo per trovare una soluzione alternativa. Ne discuteranno stasera, alle 18.30 sempre nel parco, le realtà di cui sopra e i viterbesi che vorranno intervenire. Domenica, invece, sempre lì, via alla raccolta di firme. Chi ha lavorato duro in questi giorni per capire quali via d’uscita siano possibili è chiara Frontini, di Viterbo2020, in versione topo di biblioteca: da un ufficio tecnico all’altro, montagne di carte da leggere e soprattutto da capire. Alla fine, due ipotesi, una radicale e una conciliante.

“La prima opzione è semplice – spiega la giovane consigliera comunale – e consiste nell’individuare un altro terreno nel quartiere, sempre destinato a servizi, e spostare lì la palestra. Tipologie del genere sono presenti nella zona, anche se ancora non sappiamo se sono di proprietà pubblica o privata. Ma in questo caso bisognerebbe anche chiedere al ministero se così il finanziamento verrebbe confermato, e non è detto. In quel caso si perderebbero 700mila euro, non una grandissima cifra rispetto ai milioni del Plus, ma una volta che i soldi ci sono non è opportuno buttarli via…” Parentesi: il percorso per ottenere la somma è partito addirittura nel 2006, Gabbianelli sindaco.

“La seconda strada consiste nel rivedere il progetto, nel modificarlo laddove possibile – prosegue Frontini – Si può fare, visto che i lavori non sono stati aggiudicati, ma bisognerà correre per ripresentarlo entro la prima settimana di luglio”. E qui entrerebbe in gioco la proverbiale lentezza della macchina burocratica. Ma cosa intende la consigliera quando parla di lievi modifiche? “Abbiamo chiesto agli stessi cittadini se ci fosse tra loro qualche figura professionale in grado di collaborare, di fornire idee interessanti. Architetti, agronomi, cose così: chi meglio degli stessi abitanti può dare consigli utili sullo sviluppo di una parte del quartiere? In ogni caso, nel progetto originale vedo che è previsto un parcheggio al posto degli alberi. Si potrebbe utilizzare il parcheggio già presente, salvare il verde, e costruire la palestra in mezzo, senza soluzioni invasive, riqualificando allo stesso tempo l’area circostante. E magari chi avrà la gestione dell’impianto potrà occuparsi anche della manutenzione del parco, in una sinergia che farebbe comodo a tutti”. Una palestra nel verde: mica male.

Prima, però, c’è da arrivare ad una proposta condivisa tra gli abitanti. E in questo sarà cruciale la raccolta di firme: “Se saremo in tanti, il Comune non potrà tenerne conto”, ragiona la Frontini. Di certo finora da via Garbini, assessorato ai Lavori pubblici, regno incontrastato di Raffaela Saraconi, non s’è mossa foglia (di quercia?). Ascoltare i cittadini, magari domenica mattina al parco, o semplicemente interessarsi di quello che sta accadendo in un quartiere di oltre 12mila abitanti, potrebbe essere un ottimo punto di partenza. Purché, sia chiaro, ci sia la volontà. Altri casi recenti (vedi ampliamento del cimitero di Grotte Santo Stefano) hanno dimostrato che si può stare benissimo mesi e mesi senza fare nulla.

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2   Commenti

  1. Luigi Tozzi scrive:

    Bisognerebbe innanzitutto verificare se esiste ancora la quantità minima di verde pubblico nel quartiere prevista dalla legge. Anche se quella è un’area destinata a servizi, con tutte le modifiche al PRG, per far costruire inutili case, non sono poi così sicuro che sia ancora rispettato quel parametro. In secondo luogo, se il progetto fosse modificato, le querce sarebbero sempre in pericolo. Infatti dal progetto si vede come la costruzione della volta della palestra vada ad impattare con la chioma degli alberi. La cosa più probabile è che verrà allora tagliata e magari nei lavori di urbanizzazione “inavvertitamente” si taglieranno le radici e così le piante si seccheranno…e si avrà la scusa per tagliarle. E’ già avvenuto con altre querce secolari sempre lì nei pressi…

  2. Giorgio Molino scrive:

    Non la si fa alla Sòla (non è un refuso) Lella!

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