23102017Headline:

“Una riforma per un’acqua più trasparente”

Alessandro Mazzoli, Lina Novelli ed Enrico Panunzi

Alessandro Mazzoli, Lina Novelli ed Enrico Panunzi

La Regione è avanti. Sarà pure vero che la nuova legge regionale è stata approvata per evitare un referendum costoso (27 milioni di euro), e forzato visto che la richiesta di una nuova normativa era arrivata dalla volontà popolare di 39 comuni e 40mila cittadini. Ma la decisione di giocare d’anticipo e di varare la legge è comunque una svolta per il Lazio: acqua pubblica, non mercificabile, possibilità per quei comuni che avevano affidato la gestione idrica ai privati di tornare al pubblico senza troppi strascichi e sfruttando le agevolazioni previste. Ecco allora che la Regione è avanti, anche se ancora manca la legge nazionale, attesa dal Parlamento dove una proposta è stata depositata il 20 marzo scorso.
Il Partito democratico provinciale del segretario Andrea Egidi allora ha chiesto ai suoi esponenti di spicco (il deputato Alessandro Mazzoli e il consigliere regionale Enrico Panunzi) di spiegare la novità agli amministratori della Tuscia. Ce n’era parecchi ieri all’incontro all’incubatore culturale di Valle Faul, dal sindaco di Viterbo ai tanti primi cittadini e assessori dei paesi della provincia.
Panunzi ha tracciato un bilancio dei vent’anni con la legge precedente, quella Galli del 1994: “Una legge che ha creato scenari molto diversi. Si può dire che non ha funzionato sia nelle forme pubbliche sia in quelle private, con Ato deboli, come il nostro, altri neanche mai costituiti, situazioni debitorie importanti in realtà come Latina, per esempio, e paradossi come a Viterbo dove i Comuni si trovano debitori e creditori nello stesso tempo nei confronti della Talete, le spese ingenti per i dearsneficatori, l’aumento delle tariffe. La nuova legge che abbiamo approvato stabilisce un principio, cioè che l’acqua è pubblica, e un quadro amministrativo pronto per gli scenari futuri dopo che il Parlamento avrà fatto la normativa nazionale. In questa prospettiva la nostra provincia è avvantaggiata, visto che ha un soggetto unico, la Talete, che potrà essere convertita in un consorzio per la ripubblicizzazione. Da parte della Regione, poi, ecco anche l’accortezza di un fondo di sessanta milioni di euro proprio per finanziare queste operazioni di ripubblicizzazione. Gli Ato non ci saranno più, ci saranno i bacini idrografici, e tra sei mesi arriverà la loro definizione, vedremo poi come saranno inquadrati”. Di certo Talete, essendo una società di capitali, non può ricevere contributi dalla Regione (si rischia l’infrazione europea) e dovrà comunque appianare i suoi debiti prima di diventare consorzio. “Nel settore idrico ci deve essere una parte pubblica – ha detto Panunzi – Perché si è visto già nei rifiuti che quando si demandano certi servizi ai privati poi si rischiano scandali o disastri. Meglio fare bene le cose e fare gli interessi del cittadino, non aspettare e sperare che lo faccia qualche società privata”.
Mazzoli ha promesso che s’impegnerà affinché il Parlamento elabori la legge nazionale: “Sui costi e le risorse ci sarà un percorso condiviso, una discussione tra forze politiche e rappresentanti degli enti locali, per un pieno coinvolgimento dei cittadini su un tema così importante. E’ una grande riforma strutturale, che avrà i suoi costi perché non si può pensare di risparmiare su una riforma così vasta e strategica, ma che in futuro porterà a dei vantaggi su tanti aspetti, anche quello economico. Diciamo che è un investimento politico, anche le generazioni che verranno”.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Bla-bla-bla e quaquaraquà: il PD purtroppo è tutto qua.

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