20092017Headline:

Via Cavour chiusa solo in occasioni speciali

Un momento di contestazione ad Alvaro Ricci

Un momento di contestazione ad Alvaro Ricci

L’altra sera gli gridavano: “Leva quella sbarra a via Cavour subbbito”. E alla fine la toglierà, l’assessore Alvaro Ricci per conto del Comune di Viterbo. Magari cercando di non farla passare come una marcia indietro, mettendola morbida del tipo “l’ultimo tratto di via Cavour potrà essere chiuso al traffico in occasione di eventi, manifestazioni, appuntamenti”. Primo esempio secondo il calendario: a inizio maggio per San Pellegrino in fiore. Ma nei fine settimana normali, cioé praticamente tutti, tutto come prima: via aperta fino giù a piazza del Plebiscito e poi oltre.
Perché a parte le richieste – più o meno educate, più o meno pressanti – dei commercianti, c’è anche una certa spinta politica, piuttosto trasversale, per arrivare alla revoca di questo provvedimento. Se poi basterà a placare le polemiche e a svelenire il dibattito sul centro storico, questo è un altro discorso. Da parte del Comune sicuramente è un gesto d’apertura (insieme al ripristino del doppio senso di marcia da valle Faul verso il Sacrario, pure imminente), anche se l’opposizione guarda oltre. Ieri in conferenza dei capigruppo è stato chiesta e ottenuta la convocazione di un consiglio comunale straordinario – martedì prossimo – proprio sull’argomento. Ed è qui che assisteremo alla vera battaglia, punto su punto, posizione per posizione.
“Ci sembra il consiglio l’unica sede deputata a decidere sui provvedimenti – spiega Claudio Ubertini, capogruppo di Forza Italia – Il perché è presto detto: a ottobre approvammo all’unanimità le linee guida dell’assessore Ricci sul centro storico, e vogliamo che tutti passi ancora da lì, come è giusto che sia vista la fiducia che gli abbiamo espresso in quell’occasione. E poi, pensiamo che il problema vada affrontato in maniera diversa, organica: leggiamo di misure isolate e slegate, cambiare sensi di marcia, aprire e chiudere vie e piazze, e invece bisognerebbe considerare tutto l’insieme, come tra l’altro c’era scritto nella delibera”.
Forza Italia dunque la pensa così, e non entra nel merito delle singole ipotesi che circolano in questi giorni, anche se Ubertini spiega: “La prima cosa da fare è riaprire via Cavour. Sulle altre bisogna discutere, valutare con attenzione, ascoltare le voci della città. Il doppio senso a Valle Faul, per esempio, farebbe ripiombare quella zona nel traffico caotico, ce lo ricordiamo tutti com’era prima. La chiusura delle piazze, poi: Fontana Grande ha tolto un sacco di posti auto, i residenti ora parcheggiano in via Garibaldi e non c’è più spazio per chi ha necessità di fermarsi per andare nei negozi. Ma ripeto: al di là delle singole zone del centro, il problema va affrontato in maniera organica, e logica”. Anche per non rischiare che qualche provvedimento isolato si riveli più controproducente che altro.
Non c’è solo la minoranza ad aspettare con trepidazione il consiglio di martedì. Anche Viva Viterbo – che in campagna elettorale aveva puntato in maniera decisa sul centro storico – gioisce. “Una scelta fondamentale per avviare un percorso di coordinamento e programmazione, un percorso necessario per far rinascere la nostra città – dice il coordinamento del movimento civico – Un momento di confronto per rilanciare e riqualificare un patrimonio unico per lo sviluppo di Viterbo. Un patrimonio che va sviluppato a partire innanzitutto dal sue potenzialità turistiche. Potenzialità indispensabili per la crescita di tutto il tessuto economico cittadino. Un patrimonio – conclude – che deve essere al servizio di tutti, residenti e operatori economici”. Quegli stessi operatori economici che lunedì sera hanno manifestato tutta la loro voglia di rilanciare il centro, ma con giudizio. Con la speranza che abbiano capito anche loro che i problemi non finiscono né cominciano a quella sbarra di via Cavour.

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3   Commenti

  1. Massimiliano Forieri scrive:

    Infatti il problema non è la transenna, ma il concetto.
    Se le auto entrano, devono essere indirizzate verso un parcheggio. Devono poter lasciare l’auto, se trovano posto, lungo via Garibaldi, via Cavour, via Ascenzi o al Sacrario. Se devono entrare per poi riuscire da via Annio o via della Pace intossicando tutti, è meglio che restano fuori. Anche a Orvieto le auto passano a lato del Duomo, ma mica ci parcheggiano, proseguono verso i parcheggi che stanno sotto. E a Orvieto sono pochi quelli che entrano, perché fuori le mura c’è un enorme parcheggio multipiano!

  2. Giorgio Molino scrive:

    Calarsi le brache non è mai una buona politica. Soprattutto quando non si hanno sotto gli attributi di Rocco Siffredi.

  3. Sandro Cantoni scrive:

    Sono da sempre un sostenitore della chiusura del centro ma sono anche realista. Gli integralismi non permettono di ragionare né di contestualizzare i problemi. Stante la situazione attuale non è che con la riapertura di via Cavour abbiano vinto i commercianti, è stata solo fatta una scelta sensata, (e lo dice uno che domenica scorsa stava in piazza del Comune con i figli a scorrazzare in bicicletta). Far entrare le auto fino a via Annio non aveva senso e chiudere in questo momento da Porta Romana sarebbe stato prematuro (anche se è un obiettivo assolutamente da perseguire). Ora però spero vivamente che si facciano urgentemente alcune cose: arredo urbano delle piazze finalmente liberate dai parcheggi, agevolazioni per l’occupazione di suolo pubblico, controlli più stretti per la sosta nelle piazze sia di giorno che di sera (anche il residente più illuminato e dotato di alto senso civico si incazza se vede che nelle piazze dove lui non parcheggia più l’auto, di sera ci parcheggiano un po’ tutti), divieto strettissimo di sosta in piazza del Comune (solo transito per il Sacrario) magari creando una corsia delimitata senza poter deviare, via subito i cartelli (orripilanti) di divieto di sosta dal centro delle nostre bellissime piazze, sosta breve a via Cavour, forte potenziamento della segnaletica che conduce ai parcheggi a vantaggio sia dei viterbesi sia di chi viene da fuori (quando vado in qualche cittadina umbra o toscana inizio a trovare numerosi cartelli che mi indirizzano ai parcheggi già molto prima di arrivare in paese e spesso trovo anche informazioni sui parcheggi gratuito/a pagamento, distanza dal centro, libero/completo, numero posti auto), programmazione di eventi in centro che richiamino gente. Quando (se) si troveranno fondi e soluzioni per risolvere altre questioni più complesse (mercato del sabato, sistemazione di parcheggi esistenti ma impresentabili-tipo Fortezze- realizzazione di altri parcheggi, varchi elettronici), allora si potrà e dovrà pensare di limitare al massimo l’ingresso delle auto entro la cerchia muraria.

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