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A Vallerano la fiera dei fuochi artificiali

Il manifesto del 1894 per la festa di San Vittore

Il manifesto del 1894 per la festa di San Vittore

In principio Dio creò il cielo e la terra. La luce. Il sole, la luna e le stelle. Il mare, gli animali. E l’uomo. Che a sua volta dopo un periodo di rodaggio e bagordi creò la polvere da sparo. Passò per Vallerano. Ed ivi capì che era cosa buona e giusta utilizzarla. Ogni anno. Con scadenza regolare. Per ricordare con fragore un discepolo dal nome antisonante, San Vittore Martire (che non è solo un carcere, ma anche un patrono). E la tradizione venne mantenuta. Fino ai giorni nostri. A Vallarano regna sì la porchetta, ma pure in quanto a fuochi d’artificio non si scherza. Tant’è che la moderna Bibbia di rete (non quella dei pescatori, piuttosto quella dei nerd), meglio conosciuta come Wikipedia, riserva un capitolo intero alla cittadina della Tuscia, sezione eventi: “Nella seconda metà del mese di agosto si svolge ogni anno la festa patronale che, oltre a prevedere rievocazioni storiche e concerti musicali, si conclude con uno spettacolo pirotecnico tra i più rinomati del centro Italia”. Questo il verbo interattivo.

“Qui ogni scusa è buona per sparare – dicono invece quelli del Comitato organizzatore, più pragmatici e meno romantici – un compleanno, un matrimonio, una sagra, una semplice cena tra vecchi amici. Spesso si spara senza un motivo vero, semplicemente perché si ha voglia di farlo e basta”. Ed ecco la figura del Comitato, rappresentato da coloro i quali tramandano il petardo. Gli apostoli della miccia. Impegnati 365 giorni al fine di regalare agli spettatori (sempre più numerosi) un quadro astrale che lascia tutti a bocca aperta. Un mezzo miracolo, appeso al cielo notturno. “Raccogliamo fondi senza sosta – racconta Riccardo Ercoli, uno di loro, fortunatamente più di dodici – si parte con le offerte durante la raccolta delle nocciole. Poi attraverso la sagra della castagna. Le manifestazioni natalizie. Lotterie, cantine, sponsor, contributi vari. E Il giorno dopo l’evento occorre rinnovare il direttivo, poiché stremato. Due volte di fila non ce la si fa”.

Nell’anno del Signore 2014 il weekend scelto per il gran boato sarà quello lungo del 22-25 agosto. La prima carrellata di spari è già prevista per la processione (più trasporto) del 24. Il dì successivo gran chiusura al crepuscolo. Ma non solo. “Ci siamo resi conto che Vallerano è diventato un polo attrattivo del settore – prosegue Ercoli, anche per bocca del presidente in corso, Roberto Benedetti – Una piazza ambita. Non passano di qua solo curiosi, ma molti addetti ai lavori. Che sommati alla crisi e alla voglia di uscirne ci han dato uno spunto. Mettiamo su il primo Fireworks expo”. Ossia, tradotto, la fiera espositiva delle attrezzature, dei servizi, degli eventi e degli spettacoli inerenti. Ci saranno centraline, mortai, spolette, spiegazioni di tecniche all’avanguardia e ogni altro ben di dio. Un’occasione unica per spingere un mercato che funziona. Eccome se funziona. Un esempio pratico? La ditta che verrà sul fine estate per colorare l’evento sbarca addirittura da Catania. Trattasi della rinomata famiglia Vaccalluzzo. Due volte campione mondiale sul fronte pirotecnico.

E buon bombardamento.

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