23062017Headline:

Consumi di Pasqua a gonfie vele

Andrea De Simone (Confartigianato)

Andrea De Simone (Confartigianato)

Ubi maior minor cessat: la crisi nulla può contro la tradizione enogastronomica pasquale. La settimana santa è da poco iniziata e i viterbesi sono in corsa per i preparativi: uova, pizze dolci e colombe cominciano ad affollare le case degli italiani, che immancabilmente ossequiano le tradizioni millenarie.

Confartigianato imprese di Viterbo ha condotto un’indagine a livello locale, andando a sondare la situazione tra le aziende capofila della Tuscia, per verificare l’andamento dei consumi. Dalla regina della pasticceria viterbese, Casantini, al panificio simbolo della città, Biscetti, passando per la nuovissima Cose Buone e per il gioiello del centro storico, Ejelo, i commenti degli imprenditori sul rapporto domanda offerta tendono tutti verso un cauto ottimismo.
«La richiesta di pizze di pasqua, uova e colombe – spiega Andrea De Simone, direttore provinciale di Confartigianato – sembra non aver subito variazioni, malgrado gli indici negativi che ancora gravano sulla nostra economia. Questo è un segnale forte che ci incoraggia a continuare con le politiche di sviluppo che puntano sulla qualità dei prodotti e sul sistema di rete tra imprenditori».
Che la cinta sia ancora ben stretta intorno alla vita dei viterbesi è innegabile, ma che ci sia più leggerezza nell’acquisto delle tipicità tanto care alle nostre feste comandate è un dato di fatto: basti pensare all’affluenza registrata nelle ultime due manifestazione organizzate da Confartigianato imprese di Viterbo e Pro Loco di Bagnaia, la IV° edizione dell’expo Degustando la Pasqua e la prima Festa della pizza di Pasqua.
«Il merito di questi dati positivi – sottolinea De Simone – dev’essere attribuito all’eccellenza dei prodotti offerti. È un meccanismo semplice, eppure troppo spesso sottovalutato, il cliente è disposto a spendere di più per avere in cambio ottima qualità e certezza delle materie prime».
I bambini avranno qualche uovo di cioccolato in meno, magari, ma realizzato nel miglior laboratorio artigiano: ecco la filosofia che sembra finalmente muovere la maggior parte dei consumi italiani. La stessa cosa vale per le tradizionali pizze pasquali, vanto del nostro territorio, e delle classiche colombe. Gli imprenditori interrogati durante lo studio hanno concordato tutti su una produzione in linea con quella dell’anno precedente a fronte di una domanda sostanzialmente invariata. Come ogni anno, poi, le novità fanno capolino al fianco della tradizione e per accontentare grandi e piccini i maestri pasticceri di Casantini hanno dedicato ai più piccoli l’uovo in versione Peppa Pig e per i più grandi, invece, una variopinta colonia di gufi di cioccolato ha invaso le case dei viterbesi.
«La passione dei nostri imprenditori e il loro impegno quotidiano sono d’esempio per il Paese – incalza il direttore di Confartigianato imprese di Viterbo – per superare i momenti di crisi, al saper fare dei nostri artigiani dobbiamo affiancare la tenacia tipica della nostra cultura imprenditoriale e la lungimiranza di politiche economiche capaci davvero di sorreggere le Pmi che trainano l’Italia»

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