06102022Headline:

Greg Burk alle Terme Salus

Greg Burk

Greg Burk

È un po’ come prendere un’eccellenza e ficcarcene dentro un’altra. Il risultato non può che essere buono. Si parte da un’ottima base e ci si costruisce sopra un’opera altrettanto preziosa. In un’ottica di progettualità futura che esula dal singolo evento. In sintesi, si sta parlando di lungimiranza. Concetto in disuso da troppo tempo, in un contesto che ormai sta facendo della mala-improvvisazione il proprio marchio da fabbrica.
Comunque. Da un lato ci stanno le Terme. L’hotel Salus. Un colosso viterbese del quale non occorrono presentazioni. Dall’altro c’è JazzUp. Quel contenitore musicale che da anni porta all’ombra della Palanzana artisti provenienti da tutto il mondo. Unendo le due cose esce fuori il concerto-cena-degustazione (chiaramente all’interno della stessa struttura) di Greg Burk. Questa sera, vigilia della Liberazione (e quindi data paracula). Il pianista americano si esibirà in trio con Francesco Puglisi al contrabbasso e con John B. Harnold (figlio d’arte, chi ama la musica sa bene di chi) alla batteria. Non manca la preziosa quota rosa: special guest Viviana Ullo. Con la sua gradita ugola.

Le Terme Salus

Le Terme Salus

“È un’iniziativa pilota – apre il direttore artistico Giancarlo Necciari – Un primo step. Vorremmo col tempo arrivare a proporre dei pacchetti completi. La gente arriva, visita la città, si gode le acque termali, e si ascolta qualche buon musicista. Magari sorseggiando vini locali o assaggiando piatti tipici. Ecco, vogliamo far rete. Partendo da quanto di buono c’è. Le Terme. Che non sono buone, sono ottime”.
E questa è la data zero. Alla quale seguiranno altri appuntamenti. Ma non solo. “Burk è il compositore del brano che sarà la sigla ufficiale del festival – prosegue – e che verrà proposto per la prima volta proprio alle Salus. Che ringrazio per l’impegno e la professionalità. Il pezzo verrà registrato e diverrà la colonna sonora del clip ‘Viterbo città termale’. Proiettato ogni sera durante Caffeina e anche a Martina Franca, laddove JazzUp chiude il sipario. Un’ottima promozione per il territorio”.
Nonché un modo per rimboccarsi le maniche. Per tentare di intraprendere una via d’uscita dalla morsa della crisi economica. “L’idea è partita – chiude Necciari – speriamo la raccolgano in diversi. Si può crescere e lavorare tutti, ma occorre unirsi e programmare. Grazie ancora alle Salus. E a quanti ci stanno e staranno vicini”.

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