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“Il bacino termale è una cosa sola”

La folta platea all'incontro del Pd

La folta platea all’incontro del Pd

Viterbo città termale, senza punto interrogativo né – figuriamoci – esclamativo. Il Partito democratico è per la formula pulita, e già dal titolo di questo incontro organizzato dall’unione comunale nella sala Gatti, dà per scontato che sì, il progetto è realizzabile, anzi in corso di realizzazione. “Perché per anni la città è stata autolesionista nel sottovalutare, e addirittura discreditare, questa immensa ricchezza”, come riassume il segretario dell’unione, Stefano Calcagnini. Poi tocca al sindaco e all’assessore al ramo (a quel ramo del lago di Como) Tonino Delli Iaconi dare le notizie. Partendo da un motto che può essere davvero rivoluzionario, se applicato con giudizio nei prossimi anni: “Acqua a chi investe”. Della serie: dare progetto, vedere concessione. Una regola che, come vedremo, l’amministrazione Michelini intende applicare in tutti i casi, senza eccezioni o figli di un’acqua minore. Oltre a sfoggiare una conoscenza dettagliata del tema, Delli Iaconi condisce il suo ragionamento con l’esperienza che gli deriva da tanti anni di servizio negli ambienti e associazioni industriali o para. Ne viene fuori un quadro completo già dall’inizio: “L’idea è quella di mettere a reddito le risorse termali, e come primo approccio mi sono posto delle domande: è evidente che l’attuale situazione ha ragioni profonde, e per questo è difficile cambiarla, fare una rivoluzione insomma. Ma non è impossibile, sia chiaro. Intanto con un passo che stiamo compiendo, quello di chiedere alla Regione la concessione dell’intero bacino termale di Viterbo, che consideriamo un’entità unica e non frazionata in tante piccole realtà. Ecco perciò che la sua gestione, in termini idrici ma anche urbanistici, edilizi e strutturali, deve essere unica, e affidata al solo soggetto pubblico che può attuarla in tempi rapidi, vale a dire il Comune. Abbiamo buone speranze che dalla Regione arrivino risposte positive, in questo senso”. Poi Delli Iaconi divide – analiticamente – in settori le varie realtà del territorio. Prima le terme libere, quelle gratuite e accessibili a tutti: “Bullicame e piscine Carletti, per esempio. Vogliamo dotarle delle strutture minime indispensabili, dai servizi igienici agli spogliatoi, all’acqua potabile fino alla piccola ristorazione – dice Delli Iaconi – Con la tecnologia e i materiali oggi è possibile realizzare opere poco invasive, nel rispetto della straordinarietà dei luoghi. Poi li affideremo a soggetti economici, penso a cooperative di giovani, che sono facili da costituire e non troppo onerose. Le quali potranno offrire servizi e ricavarne un piccolo utile per sopravvivere. E’ chiaro che debbono essere soggetti economici, e non associazioni, perché tutto deve essere fatto nella massima trasparenza e senza scorciatoie o trucchetti”. Anché perché i furbetti potrebbero incorrere in brutte sorprese, a livello giuridico e finanziario, come è già successo sempre da queste parti, e non troppo tempo fa. E arriviamo al grosso della torta, quelle “terme d’impresa” che costituiscono – o potrebbero costituire – il core business (senza offesa) di Viterbo città termale. Delli Iaconi ripercorre le tappe recenti, con le proroghe della subconcessione, i corsi e soprattutto i ricorsi (l’ultimo, sul limite dell’acqua da prelevare, ha dato ragione alla Terme dei papi). “Siamo in una condizione particolare – ammette l’assessore – Anche perché ci sono due tipi di concessione, quella termale, che la Regione dà al Comune e che il Comune gira ai privati e che attualmente è in regime di proroga, e quella della struttura. La prima scade nel 2017, tra tre anni, e stiamo ragionando ad una soluzione che risolva la questione fino alla scadenza, magari ritoccando i limiti di erogazione, anche se bisognerà aspettare l’esito del ricorso al consiglio di Stato”. Come dire: è molto più che probabile che il Comune rinnovi la subconcessione alla Terme dei papi della famiglia Sensi fino alla scadenza del 2017. Poi si vedrà.

Infine, dopo i rituali riferimenti onirici alla creazione di un “parco termale stile Ischia” (campa cavallo, e non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume), ecco un altro paio di chicche. Prima, sulle terme ex Inps, per le quali il Comune sta studiando un bando di gara europeo per la gestione dell’impianto: “Dovrà contenere le linee guida che vogliamo, poi è ovvio che il progetto spetterà ai privati”, dice Delli Iaconi, che ha chiesto anche aiuto a dei professionisti del ramo per infiocchettare la proposta. Proposta che comunque dovrà passare dal consiglio regionale per il definitivo via libera. E auguri.

Seconda notizia, sulla manifestazione pubblica di interesse promossa da palazzo dei Priori a fine 2013: hanno risposto 25 soggetti, un grande successo. Si tratta per la maggior parte di piccoli imprenditori o proprietari terrieri nella zona del bacino termale: “Tutti potenziali investitori”, li definisce Delli Iaconi. Che chiude con una frecciata niente male, che Michelini e la di lui vice Ciambella (presente in sala) incassano imperturbabili: “Nel bilancio del 2013 c’erano 126 mila euro disponibili per le terme. Ho accettato volentieri che fossero utilizzati per pareggiare i conti generali senza aumentare l’Irpef. Mi auguro e mi aspetto la stessa solidarietà da parte dei colleghi di giunta quando serviranno quattrini per le iniziative termali che stiamo varando”. Deli Iaconi lo dice con la sua solita flemma, ma c’è qualcosa nel suo sguardo, un lampo, un brillìo, che sembra quasi furbizia. Sembra.

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