27052017Headline:

Il caso “Esattorie” e la memoria corta

merloD’accordo che si chiama Sabatini, Daniele Sabatini, nato a Roma il 4 luglio 1983, e laureato in Giurisprudenza e in Scienze Politiche.

D’accordo che “le amministrative del 2008 lo vedono eletto nelle fila del Popolo della Libertà” a palazzo dei Priori  e che l’allora sindaco Giulio Marini, “in virtù del brillante risultato, lo nomina Assessore alle Politiche Sociali e della famiglia, alle Politiche Giovanili e alle Politiche abitative fino al 2012”

D’accordo che, correva l’anno 2013, continuando il suo impegno politico all’interno del Pdl, Sabatini partecipa alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del Lazio e, grazie a  numerosi e meritati consensi, conquista un scranno nell’assemblea di via della Pisana, dove ricopre l’incarico di vice presidente della commissione Affari comunitari e internazionali, cooperazione tra i popoli e tutela dei consumatori, in quota del gruppo “Nuovo Centro Destra”.

D’accordo che nelle ultime ore ha dichiarato che “sono ancora senza occupazione i 38 lavoratori della società Esattorie spa di Viterbo e dalla Giunta Zingaretti non una parola su questa vicenda”.

D’accordo che ha rilevato che “nell’incontro svoltosi in Prefettura  il 3 aprile si è registrata l’ennesima fumata nera per questi lavoratori ai quali le Istituzioni locali continuano a proporre soluzioni parziali o ai limiti della dignità”

D’accordo che ha sottolineato che “la Regione Lazio li ha ignorati nonostante a febbraio abbia presentato una interrogazione al presidente Zingaretti per conoscere quali iniziative l’amministrazione regionale intendesse assumere a tutela dei dipendenti di Esattorie: la risposta è stato un silenzio assordante”.

D’accordo che con la predetta interrogazione Sabatini aveva chiesto di valutare “la possibilità di seguire l’esempio della Regione Molise che ha creato una società di riscossione pubblica partecipata dalla Regione assorbendo in essa le professionalità dei dipendenti di Esattorie spa in cassa integrazione”.

D’accordo che, visto che nulla si è mosso, Sabatini “continua a incalzare la giunta Zingaretti affinché non si nasconda, come al solito, dietro al muro del silenzio”.

D’accordo che l’ottimo consigliere Sabatini ama indugiare sul presente, giustamente contestando l’attuale governatore del Lazio, e rimuovere il passato.

Soprattutto il recente passato. Allorquando, l’indomani l’insediamento (giugno 2013), l’esecutivo di centro sinistra guidato da Leonardo Michelini, denunciò l’ammanco di circa 5.100.000 euro, provocato dai mancati versamenti nell’ultimo triennio delle Esattorie Spa nelle casse del Comune di Viterbo, relativi alle imposte regolarmente onorate  dai contribuenti del capoluogo agli sportelli della predetta società di riscossione.

Tutto ciò premesso e considerato, la consueta domanda finale sorge spontanea: dove era il “brillante” consigliere Sabatini quando la sunnominata spa non provvedeva a svolgere con regolarità i suoi compiti d’istituto, ben sapendo che una gestione poca accorta (eufemismo), una volta scoperta avrebbe gettato in mezzo alla strada 38 (trentotto) lavoratori e rispettive famiglie?

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