11122019Headline:

Il Pilastro rende omaggio a Rosario Valeri

La nuova mini Macchina del Pilastro

La nuova mini Macchina del Pilastro

Chiamatela Spirale di fede. Anzi, più affettuosamente “Spiralina di fede”, perché questa è piccola, una minimacchina di Santa Rosa che il 30 agosto prossimo – un sabato, come da tradizione – attraverserà le vie del Pilastro. Strade abbuiate e silenziose per l’occasione, strade di case basse e piene di verde, strade vecchie e orgogliose di un quartiere tra i più veri di Viterbo, nel bene e nel male, visto che già dalla sua storia – è sorto nel Dopoguerra – contiene valori e significati unici.
Talmente vero, il Pilastro, da possedere e schierare ogni anno la “sua” minimacchina di Santa Rosa, una versione mignon di quella grande, ma che pure ha il suo codice d’onore e che rende i pilastrini fieri e puri per tutto l’anno.
Ieri, nel centro pulsante del rione – la parrocchia del Sacro Cuore – è stata presentata la nuova versione, quella che accompagnerà fino al 2019 la crescita dei giovani facchini (alcuni di loro sono in sala, curiosi ed emozionati, eppure educatissimi) e i festeggiamenti di tutti gli abitanti.
A fare gli onori di casa ecco Angelo Loddo, il presidente del comitato festeggiamenti del Pilastro. Che prima di svelare la Spiralina introduce, spiega e motiva la scelta. “Mi piace dire che questo quartiere ha sempre sfornato uomini di Macchina. A partire da Nello Celestini, il fondatore del Sodalizio e leggendario capofacchino, ma anche Peppe Zucchi, costruttore principe e inventore di Volo d’angeli. Nel solco di questa tradizione, ecco che abbiamo continuato a costruire Macchine del passato, in scala ridotta, e forti della convenzione firmata col Sodalizio nel 1981. E anche stavolta abbiamo scelto una delle Macchine più rappresentative per la storia di Viterbo, fatta da un pilastrino e un facchino, uno di quegli uomini di Macchina di cui parlavo: Rosario Valeri”. Mentre la vedova Maria Antonietta Palazzetti si commuove, sale la curiosità. Rullo di tamburi: è Spirale di fede. Detta confidenzionalmente dai viterbesi anche “Tortiglione” o “La Macchina del Papa”, ma tranquilli: niente a che vedere con la papamobile. Un Papa – Giovanni Paolo II – la ammirò il 27 maggio 1984.

Massimo Mecarini e Angelo Loddo

Massimo Mecarini e Angelo Loddo

E qui parte il filmato, con le vecchie immagini di Televiterbo che mettono sempre un pizzico di nostalgia – e infiniti ringraziamenti all’invenzione successiva del digitale – e che ripercorrono la storia di Spirale di fede, in servizio, onorato, dal 1975 al 1985. E’ stata la prima Macchina moderna, dopo che Volo d’Angeli le aveva aperto la strada futurista; è stata la macchina dei due Trasporti straordinari; è stata per molti la Macchina della gioventù. Per Massimo Mercarini, noblesse oblige, è stata persino la prima Macchina portata, e lui ripercorre il suo battesimo da facchino senza cedere mai all’emozione (sua) ma emozionando parecchio (gli altri): “Il giorno in cui venne il Papa piovve senza sosta – ha detto mister president – Partimmo sotto la pioggia, e girava voce che arrivati a piazza del Comune, da Giovanni Paolo II, sarebbe finito tutto. Invece lì il Papa fece quel discorso meraviglioso, quello su ‘Santa Rita’, e poi ruppe il protocollo scendendo in mezzo a noi, e salutandoci uno a uno. Ripartimmo, e arrivammo fino a Santa Rosa”. Impossibile fare altrimenti, con una “benedizione” del genere.
Ecco dunque che Spirale di fede torna a vivere, seppure in scala ridotta, seppure affidata a questi minifacchini un po’ gonfi di merendine e rincoglioniti dalla playstation, che però il 30 agosto saranno tutti dei leoni, là sotto. Nota a margine di Loddo: “Anche questa, come tutte le Macchine nostre, sarà costruita a Viterbo, e da viterbesi, i fratelli Mastro”. Che si alzano imbarazzati, e ricevono la loro dose d’applausi.
Seguono i ringraziamenti, ai politici, agli sponsor, alle ragazze della Misericordia, a tutti. Il tavolo è ricco: c’è il padrone di casa don Flavio, lo storico capofacchino Primo Loddo, alla fine si ripara anche alla gaffe richiamando in corsa pure Lorenzo Celestini, che era finito a fondo sala. Mentre i pupi in biancorosso alzano i veli sul modellino della Minimacchina, le mani si spellano e gli occhi si gonfiano. Ci vediamo il 30 agosto prossimo per le vie del Pilastro. E buon viaggio, Spiralina.

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