24082017Headline:

Lazio, una regione energy smart

installazione-pannelli-solari-fotovoltaiciRiduzione del 40% delle emissioni di gas serra, energia da rinnovabili al 30%, efficienza energetica al 40. Inoltre, il 25% delle risorse europee deve essere impiegato per lo sviluppo di una politica energetica innovativa e la sostituzione delle vecchie centrali di produzione, obsolete e inquinanti, con l’energia prodotta dalle nuove fonti con conseguente riduzione dei costi della bolletta, visto che il prezzo dell’energia si assesta su quello più alto delle centrali meno efficienti. Sono queste le principali linee guida proposte dalla Conferenza energetica regionale organizzata dalla Lista Per il Lazio. Conferenza cui sono intervenuti imprenditori, esperti, associazioni ambientaliste e rappresentanti dei ministeri. Assieme a loro, l’assessore all’Ambiente del Lazio Fabio Refrigeri.

Tra gli altri obiettivi autoconsumo ed energia a chilometro zero: meglio produrre sul tetto di casa o negli impianti condominiali oppure su scala di piccolo quartiere o di paese. E poi, avanti con le biomasse come fonte di energia sostenibile, collegate agli scarti della produzione agricola alimentare, e spazio anche al biometano. Infine, slancio all’innovazione e all’occupazione con il rilancio del distretto della ricerca energetica del Lazio. Il tutto accompagnato dalla parola d’ordine: semplificazione dei processi e rispetto delle regole vere e importanti. Obiettivi e parametri che possono ridisegnare non solo il settore dell’energia ma quello dell’occupazione, dell’economia e anche della governance regionale, e che possono costituire un vero e proprio esempio virtuoso a livello nazionale.

In questi giorni abbiamo iniziato un percorso verso la realizzazione del Piano energetico, e abbiamo capito che non potrà che essere ambizioso: il Lazio è la seconda regione italiana per Pil, una delle più importanti d’Europa. E deve porsi l’obiettivo di essere leader in Europa. Dobbiamo poi considerare il tema energia come un asset strategico strutturale e di prospettiva. In tanti sono convinti che oggi come oggi abbiamo abbastanza rinnovabili e una domanda d’energia ridotta, e quindi il problema è risolto. Non è così: le vecchie centrali vanno sostituite, occorre fare della rigenerazione dell’energia un pilastro fondamentale dello sviluppo. Penso ad esempio a quanto potrebbe fare, per le imprese e per le famiglie, la riduzione della bolletta. Forse porterebbe nelle tasche dei cittadini del Lazio e di tutti gli italiani una somma più alta degli 80 euro recuperati dal governo con l’abbattimento delle tasse sul lavoro.

Con questa conferenza è stato avviato un percorso importante verso il Piano energetico regionale, ma abbiamo anche aperto la strada a interventi in tempi più ravvicinati. Per noi rimane di primaria importanza avviare il percorso verso la semplificazione e la certezza normativa per quello che riguarda l’approvazione di progetti da fonti rinnovabili, in primo luogo per uscire dall’incertezza di questi anni. Un’incertezza che non offre trasparenza ai territori e alle imprese. Per quanto riguarda il Piano, occorre puntare con forza sulla creazione di distretti energetici, su un vero sostegno dell’efficienza edilizia e soprattutto sull’avvio di processi di partecipazione. Dai due giorni di convegno esce l’indicazione che possiamo cambiare prospettiva di sviluppo puntando su innovazione, green economy e tutela ambientale. Intanto possiamo cominciare da subito a proporre azioni concrete da realizzare con i fondi della prossima programmazione che dovrebbero essere disponibili a fine 2014.

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