30062022Headline:

Murialdina, una covata eccezionale

I Pulcini della Murialdina col mister Antonello Onori

I Pulcini della Murialdina col mister Antonello Onori

Si chiamano Cristian Castagnoli, Manuel Dacunto, Leonardo Cuccioletta, Mattia Onori, Cristian Cappuccini, Mauro Galifi, Lorenzo Bernacchi, Andrea Zega, Matteo Rosauri. E sono Pulcini. Non di quelli che escono dall’uovo (o che prima o poi le faranno). Ma piuttosto quelli che l’uovo lo prendono a calci. Che lo fanno rotolare fin dentro la porta degli avversari. Semplicemente, calciatori. Seppur in erba. Ancora da plasmare. Sospesi tra il divertimento puro e la voglia di stupire.

Due volte la settimana mister Antonello Onori conta le nove teste prima di entrare sul rettangolo del BarcoMurialdina. Con l’aiuto del secondo, ma più che altro dell’amico, Mario Cappuccini. Una prassi consolidata che permette all’inossidabile coppia di comprendere nel tempo il valore effettivo di una combriccola scalcinata nei numeri (e fortuna che tra bimbi si gioca in sette) ma profondamente competitiva nelle qualità. “E così abbiamo deciso di portarli fuori – dice proprio il tecnico – Prima vicino casa. Canepina, Viterbo e Orvieto. Tre tornei nei quali abbiamo acciuffato il primo posto. Poi Chianciano, un pochino oltre. Nella città termale ci siamo aggiudicati l’argento”.

Forti, questi. Forti sul serio. E quindi ecco l’idea. Giacché i cuccioli son bravi, e che per Pasqua qualche giorno fuori si può tranquillamente passare, perché non iscriversi alla competizione di Cesenatico? Ok, ci stanno i settori giovanili di mezza Serie A. Ma il punto non è vincere. È divertirsi. Far vivere un’esperienza unica al branco. “Debutto con un tre a zero alla Triestina – prosegue l’allenatore – Stesso risultato con la Savignanese. Quattro a uno al San Marino”. Un miracolo, si direbbe. Da festeggiare con la visita al Parco Oltremare di Riccione (altro che Cocoricò e balotellate notturne). Poi la finale. Contro la Romulea. Che per chi masticasse poco pallone rappresenta un forno storico sempre acceso che puntualmente regala talenti ai club blasonati capitolini. Un match impari, in apparenza. Giacché la stessa Romulea può contare su sessantaquattro (sì, 64) elementi. Tipo la fastidiosa pubblicità del “ti piace vincere facile”. “Ed invece, contro ogni pronostico, il capocannoniere della competizione Onori prima, e Cuccioletta dopo, ci hanno portati sul 2-0 – chiude il mister omonimo del bomber – Gli avversari hanno poi accorciato, ma al triplice fischio è stato un tripudio. Con l’applauso dalle tribune di familiari, curiosi e appassionati. E con qualche lacrimuccia”.

E adesso al campo del Barco, parcheggiata da qualche parte, c’è quella coppetta lì. Con su scritto Torneo di Cesenatico. Che per molti non sarà chissà cosa, ma per quei nove è più importante della Champions League.

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