27062017Headline:

Nella Tuscia va meglio nei ponti

Vincenzo Peparello

Vincenzo Peparello

Non sarà una Pasqua scacciacrisi ma con la presenza dei ponti del 25 aprile e primo maggio, secondo un sondaggio Confesercenti SWG, 13 milioni di italiani adulti (30%) hanno deciso di regalarsi una vacanza fuori della propria città. Il restante 70% (circa 32 milioni) preferisce una Pasqua casalinga, magari con qualche rapida fuga verso le località più vicine, al mare, in collina o in montagna.

Viaggio a Pasqua o durante i ponti del 25 aprile e primo maggio con il 12% dei vacanzieri – la maggioranza – si orienta sui giorni di Pasqua, tallonati da un 10% che preferisce il ponte del 25 aprile. Meno gettonato quello del primo maggio che riscuote l’interesse dell’8%. Più della metà dei turisti farà gite brevi: da uno a tre giorni (sono il 56% del campione) Inclusa la classica gita “fuori porta”. Ma c’è un buon 32% che si concederà 4-5 giorni di relax, mentre un 12% opterà per una vacanza “lunga”. Fra le mete preferite all’estero – secondo le previsioni Assoviaggi – Confesercenti – spiccano le destinazioni a breve raggio: le capitali europee con Londra in testa, ma anche Barcellona, Monaco di Baviera e Istanbul.
Il turismo religioso sembra avere una direzione privilegiata: Roma e Papa Francesco. E con il turismo religioso torna a prendere quota il tour in pullman, mentre restano stabili le crociere.

Il 60% degli italiani che andranno in vacanza ha deciso di spendere con parsimonia e di conseguenza meno del 2013. Ma c’è un 14% disposto a spendere almeno il 10% in più ed un 7% che ha messo in previsione un aumento del budget vacanziero del 30%. Complessivamente il 54% del campione prevede di spendere oltre 250 euro per la sua vacanza. Infatti le cifre per un viaggio breve oscillano in media dai 300 ai 600 euro, mentre per viaggi a lungo raggio (o di durata medio-lunga) si possono spendere fino a 3000 euro.

“Per quanto riguarda le zone periferiche, in particolare le provincie del Lazio – sostiene Vincenzo Peparello, responsabile area turismo regionale e coordinatore Assoturismo della provincia di Viterbo – i risultati dell”indagine della Confesercenti Swg e Assoviaggi nazionale non si discostano molto da quelli del territorio nazionale, anche se bisogna sempre fare distinzione – in primo luogo – tra la città di Roma, che è un fenomeno a sè stante, le città d’arte minori e le località più richieste per il periodo delle festività, come i litorali, i laghi e la campagna per il turismo enogastronomico”.

“Per quanto riguarda la provincia di Viterbo la situazione – continua Peparello – rispecchia in generale l’andamento nazionale, con qualche differenza tra le zone marine (Montalto e Tarquinia) il lago di Bolsena, il lago di Vico, la città di Viterbo e qualche borgo d’eccellenza (come Civita di bagnoregio, Caprarola, Tuscania, etc), che danno segnali positivi soprattutto nei week end in prossimità dei ponti. Per gli stranieri intorno al lago di Bolsena, poi, qualche segnale positivo arriva da parte di Paesi generalmente ospiti, ma è presto per dire se i tedeschi e i turisti del nord europa stanno tornando. In generale, però sembra esserci un’inversione di tendenza rispetto al 2013 e questo è di buon auspicio. Naturalmente per i gitanti fuori porta, che normalmente festeggiano Pasqua e Pasquetta all’insegna delle migliori tradizioni enogastronomiche, c’è da considerare l’influenza delle previsioni meteo”.

“Comunque – continua Peparello – il nostro turismo continua ad essere influenzato da una crisi persistente che, causa la minore disponibilità del reddito delle famiglie, vede calare sia la permanenza media che la spesa pro capite e, più in generale, la crisi ha cambiato anche le abitudini dei vacanzieri e facendo quasi invertire il famoso detto “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”. Da parte del Governo – aggiunge Peparello – servono interventi mirati a ridare fiducia al potere d’acquisto dei salari e del reddito in modo che ci sia una ripresa immediata dei consumi turistici ma anche della produzione e del lavoro, al fine di salvare l’industria più importante del nostro Paese, (turismo e accoglienza) che dà lavoro a più di 2 milioni di persone con altrettanti lavoratori stagionali”.

“Per concludere – afferma Peparello – va perseguita la politica del marketing territoriale e le sinergie pubblico/private anche a dimostrazione che sei anni di Visituscia, unico workshop turistico della provincia di Viterbo, realizzato in partenariato con gli Enti pubblici (Camera di commercio; Provincia ed enti locali), ha dato i suoi frutti aumentando la presenza della Tuscia nella programmazione dei tour operator sia a livello nazionale che internazionale. La Pentecoste e le festività pasquali, che da sempre rappresentano il termometro dell’andamento turistico generale, non devono trovarci impreparati – conclude Peparello – poichè l’accoglienza rappresenta il miglior biglietto da visita di un territorio realmente organizzato ed ospitale sia per i turisti italiani che stranieri”.

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