23102017Headline:

Per le Terme nuove regole (e più chiare)

Fausto e Marco Sensi

Fausto e Marco Sensi

Il Comune proroga alla società Terme dei papi la subconcessione termale, fino al 31 luglio prossimo. Così si legge da una delibera di giunta approvata il 27 marzo prossimo. Ma la notizia è un’altra, e potrebbe rivelarsi fondamentale per le sorti del famigerato progetto termale viterbese.
Intanto, la proroga, richiesta dalla stessa società il 10 marzo scorso, si rende necessaria in attesa delle decisioni del Consiglio di Stato, al quale palazzo dei Priori – insieme alla Regione, proprietaria della concessione, poi girata al Comune – ha annunciato ricorso dopo la sentenza del Tar del 10 gennaio scorso.
La faccenda si trascina ormai da mesi. Alla fine del 2013 era scaduta la subconcessione, prorogata fino al 31 marzo dal Comune. Intanto, a gennaio, ecco la tanto discussa sentenza del Tribunale amministrativo regionale, che dà ragione alla famiglia Sensi (cioè alla Terme dei papi): può attingere acqua termale senza limiti, nella misura in cui occorre per il funzionamento degli impianti. Il Comune e la Regione si rivolgono allora al consiglio di Stato, convinti che dei limiti dovranno pure essere fissati. Si teme infatti che un monopolio dei Sensi sui flussi d’acqua possa scoraggiare in un futuro più o meno prossimo l’interesse di altri investitori privati. Intanto, le trattative tra gli amministratori di palazzo dei Priori e i rappresentanti della famiglia Sensi sono proseguite per arrivare ad un accordo di massima sul quantitativo d’acqua da attingere. Ora, in attesa del giudizio del consiglio di Stato, questa ulteriore proroga fino a luglio, che riguarda le acque sulfuree del bacino del Bullicame e i fanghi del Laghetto del Bagnaccio.
Veniamo però alla parte più interessante. Nella delibera, si stabiliscono anche i criteri per la futura subconcessione che il Comune assegnerà dopo la scadenza di questa in corso. E qui la questione si fa più succosa: “Nella nuova subconcessione occorrerà uniformarsi alla direttiva europea 123 del 2006 (la famosa direttiva Bolkestein sulla libera circolazione dei servizi nella comunità, ndr) e allo studio Piscopo, che fissa i limiti agli emungimenti delle acque termali”. Ora, mentre il riferimento alle normative europee va letto come l’intenzione, da parte del sindaco Michelini che lo ha ripetuto più volte, di rilanciare in chiave continentale le potenzialità del termalismo viterbese, spicca l’accenno allo “studio Piscopo”. Di cosa si tratta?
E’ stato condotto per due anni dall’omonimo professore dell’università della Tuscia e dal suo staff ed è stato presentato nel 2010. Nello studio si fissano in cento litri al secondo la portata totale del bacino viterbese, in tutte le sue sorgenti, superiore ai 100 litri al secondo, anche se si individua in 70 litri al secondo una quantità più sostenibile nel tempo. Per quanto riguarda invece le singole concessioni, si erano valutate alcune ipotesi, sempre nel rispetto delle regole ambientali, storiche e anche per un rilancio economico del settore. Una prevedeva la concessione di queste quantità: 23 litri al secondo alle Terme dei Papi; 20 lt/s alle Terme Free Time; 10 lt/s all’Hotel Oasi; 5 lt/s all’ex Pianeta Benessere; 10 lt/s alle Zitelle alle terme ex Inps; 2 lt/s all’agriturismo Ciambella. Quello studio fu anche presentato sia ai rappresentanti delle varie concessioni, sia ai rappresentati dell’allora amministrazione di palazzo dei Priori. Oggi il Comune lo fa suo, e lo indica come riferimento per la nuova subconcessione che dovrà assegnare. E che dunque potrebbe rivoluzionare i rapporti di forza tra i privati e il pubblico e risolvere finalmente la “guerra di posizione” tra la famiglia Sensi (che tutt’ora preleva 40 litri al secondo) e l’amministrazione Michelini, che riteneva 25 litri al secondo una quantità ragionevole e non troppo penalizzante nei confronti di nuovi soggetti interessati ad entrare nel settore.
Il tutto, mentre si attende il giudizio del consiglio di Stato e l’esito di quelle perizie tecniche “in corso”, come è scritto in delibera, che dovrebbero fissare il reale fabbisogno dell’impianto di strada Bagni.

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