23072017Headline:

Piazza del Comune diventerà un salotto

Il tavolo degli amministratori

Il tavolo degli amministratori

“Piazza del Comune diventerà un salotto”, promette la vicesindaco Ciambella. E a ben guardare questa è l’unica notizia dopo aver passato al setaccio l’oretta abbondante di incontro tra i vertici di palazzo dei Priori e le multiformi realtà che abitano il centro storico. Un incontro in occasione dell’insediamento dell’ufficio speciale per il centro, da oggi operativo al cento per cento sotto la guida dell’assessore Alvaro Ricci e dell’architetto Capoccioni, e forte di diversi professionisti (tecnici, amministrativi, della polizia locale) dispiegati dal Comune all’uopo.
Già, la notizia ciambelliana: “Domani (cioè oggi, ndr) porteremo in giunta un provvedimento che prevede il trasloco degli uffici comunali dal portico di palazzo dei Priori e dal palazzetto di fronte. Destinazione: l’ex tribunale di piazza Fontana Grande. Sempre nel centro storico, perché non intendiamo svalutare il centro e le sue vocazioni, ma riuniti sotto un unico tetto, più accessibili dai cittadini, anche in prospettiva di una risistemazione del parcheggio delle Fortezze. Col risultato diretto che libereremo piazza del Plebiscito e i portici, riconsegnandoli alla città”. Con la prospettiva, più o meno a breve termine, di riempirli di nuove attività, magari culturali, magari enogastronomiche (prodotti tipici) e di far rivivere il palazzo stesso, con visite guidate. “Quel palazzo – ricorda il sindaco nella sua orazione finale, piuttosto accalorata – che ospitava in passato il museo civico con le opere di Del Piombo e che era la meta preferita dagli europei che scendevano in Italia per il Grand Tour”. Fresca.
Per il resto, questo incontro aperto è stato un riassunto (l’ennesimo, ma si sa: repetita juventus) delle cose che il Comune farà o sta per fare per il bene supremo del centro storico. I cronisti le hanno ascoltate una trentina di volte – ormai manca solo la versione cantata, ma ci arriveremo – e l’impressione è che anche molti degli operatori economici, delle associazioni, dei comitati, delle lobby e delle corporazioni, ormai le conoscano a fondo. Comunque, nessuno ha ceduto all’abbiocco. E anzi va apprezzato il salto di qualità a livello di civiltà ed educazione rispetto a certe scene belluine degli incontri recenti.

Le associazioni e i comitati dei commercianti

Le associazioni e i comitati dei commercianti

Alvaro Piuttosto Corsaro (che va lodato per lo spirito che ci sta mettendo) ha dato ulteriori informazioni sul progetto di infomobilità, che il Comune attiverà entro giugno e che dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – entrare in azione entro l’anno: “Varchi elettronici per controllare le zone a traffico limitato e mettere fine alle invasioni barbariche dei giovani. Sistemi informativi in tempo reale per i parcheggi, aggiornamenti e notizie turistiche anche via smartphone”. A proposito di parcheggi: l’unica novità in tempi stretti sembra essere il finanziamento, via Plus, della risistemazione del’area fuori porta Faul, coprendo l’Urcionio, per un totale di duecento posti auto.
Ricci illustra, spiega, approfondisce, snocciola cifre e date, cerca il dialogo e smussa i toni. Ormai la sua crociata per il centro storico ha assunto risvolti psicosomatici non indifferenti, un po’ come i capelli bianchi di Cossiga durante il sequestro Moro. Dice che i consigli sono ben accetti ma che “è come nel calcio, dove tutti si sentono allenatori. Qui tutti danno consigli”. Come dire: va bene discutere, ma poi decidiamo noi perché ci sono leggi e regole da rispettare. Ammette che non sarà facile spostare il mercato dal Sacrario, perché a via Marconi non c’è spazio e forse neanche a valle Faul. Ma intanto forse dal Sacrario potrebbero spostare quegli zingari che tutti i giorni, anche ieri, infestano il parcheggio tormentando i passanti. Sarebbe già qualcosa.
Altre cose, già dette e ridette: i contributi per i commercianti per gli arredi esterni (il Comune finanzia il 50 per cento dei lavori dagli ottomila ai 40mila euro, c’è tempo fino al 15 maggio) e i privati per il rifacimento delle facciate logorate. L’ufficio tributi sta studiando anche sgravi fiscali. No al cambio di destinazione d’uso, specie per i furbetti che vogliono trasformare in abitazioni (da affittare) i vecchi e ammuffiti magazzini. Altro? Il rilancio delle scuole del centro (prima erano un must, adesso avanzano posti per alunni), l’abbattimento delle barriere architettoniche (finanziamenti anche qui), rivisitazione delle licenze commerciali per evitare che il centro diventi un suk. E il trasporto urbano, con pulmini elettrici e tragitti circolari (“Non è fantascienza”, dice Ricci).
Delli Iaconi (Cultura) e Barelli (Sviluppo economico) danno ragguagli per le rispettive competenze, più o meno. Il sindaco chiude in crescendo, raccontando il suo incontro con Davide Mengacci, in città per una trasmissione televisiva e ciò che gli ha fatto capire: “Viterbo può essere un polo di riferimento regionale, un’alternativa a Roma. Dobbiamo aprirci, non chiuderci. Dobbiamo essere all’altezza di questa situazione. Tutto deve essere pronto per l’Expo 2015”. Che si tiene a Milano. Ringraziamenti all’ufficio speciale per il centro storico, che fa “lavoro di équipe”. Già, il lavoro di équipe, quello che consente di dare ad altri la colpa di errori propri, come dice una delle leggi di Murphy.

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