21072017Headline:

Taglio delle Province, solo un primo passo

camera deputatiLa legge sulle province è approvata in via definitiva. Quindi comincia a prendere corpo la necessaria semplificazione dell’assetto istituzionale del paese.   Finalmente si comincia da qualche parte a cambiare e a tagliare  in un assetto di poteri e strutture sovrapposte e confliggenti che, lungi dall’arricchire il processo democratico e decisionale, lo hanno avvilito nella indeterminatezza delle responsabilità. Più di quello immediato di riduzione dei costi della politica il vero risparmio infatti è quello di cominciare a snellire uno stato e una pubblica amministrazione perché risponda con efficacia alle attese dei cittadini e delle comunità in tempi ragionevoli.

Molto ed ancor più c’è da fare sul terreno delle riforme istituzionali e costituzionali per riconsegnare al paese una democrazia funzionante e trasparente , l’unica medicina possibile contro la sfiducia, la non partecipazione, la rinuncia velleitaria, il declino figlio dell’immobilismo.

Non è un caso quindi che si saldino in una opposizione scomposta i gattopardismi di  varia estrazione o che si agitino quelli  “che si poteva fare di più , di meglio, ben altro” , che i conservatori di stampo vario in  qualche modo si riconoscano parlando lo stesso linguaggio.

Che si potesse fare diversamente è cosa sempre vera quanto ovvia, ma che fa a cazzotti contro il fatto che in tanti anni che si poteva non s’è fatto invece niente. Ognuno ha la sua  personale ricetta in materia.

Io , ad esempio,  penso che siano più le regioni a meritare una riflessione seria sul ruolo effettivo di governo delle comunità ; e certo è una opinione alla quale l’esperienza laziale offre forse qualche ragione supplementare. Come peraltro , sul versante specifico delle province, a fronte dello spettacolo della giunta provinciale attuale, c’è da rammaricarsi che quella viterbese non rientri immediatamente nella decadenza.

Detto questo  ritengo poi abbia un senso politico convergere sulle cose buone ma possibili e concrete. Il provvedimento divenuto legge ha questo segno: finalmente di un primo inizio di una strategia  riformatrice, che mi auguro andrà a breve avanti con i progetti ed i disegni di legge già posti all’esame del Parlamento ed abbia poi ancora un respiro lungo e profondo di rinnovamento della nostra architettura istituzionale e democratica.

Penso quindi che quello che sta accadendo in queste settimane su questo terreno sia qualcosa di lungamente atteso ed assolutamente meritevole di sostegno e fiducia.

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