23102017Headline:

Tajani e Angelilli punte per Forza Italia e Ncd

Massimo Giampieri

Massimo Giampieri

Viterbesi pochi o punto, ma d’altronde queste sono elezioni europee. Ed è logico che i grandi partiti decidano di puntare su nomi noti o notissimi, esperti o magari anche soltanto trombati in precedenti occasioni e ora da ricollocare urgentemente con una pacca d’incoraggiamento: “Ritenta, sarai più votato, o comunque più fortunato”.

Così, benché le liste per le elezioni continentali del 25 maggio prossimo chiudano ufficialmente il 25 aprile, ecco che già si può trarre un quadro generale della circoscrizione dell’Italia centrale. I viterbesi in lista, intanto, per il momento due: di Umberto Fusco, che corre con la Lega, si parla più dettagliatamente altrove. Con Fratelli d’Italia invece ecco il ritorno di Massimo Giampieri, ex sindaco di Civita Castellana (che sottrasse a decenni di governo della sinistra), in una formazione che può contare come capolista il segretario nazionale Giorgia Meloni (al primo posto in tutte le circoscrizioni). Sempre tra Fratelli d’Italia – che per l’occasione sfoggiano un simbolo a “uovo di Pasqua”, con dentro lo stemma di Alleanza nazionale e in alto, in giallo fluo, il nome della stessa Meloni -, ecco un viterbese acquisito, quel Fabrizio Bracconieri che vive a Monterosi e che resta indimenticabile per le sue interpretazioni televisive ne I Ragazzi della Terza C (faceva Bruno Sacchi) e nel suo attuale ruolo a Forum.

Mezzo viterbese, per ragioni geografiche, può considerarsi Adriano Redler, 69enne prorettore dell’università La Sapienza (dove è anche presidente della facoltà di Medicina), braccianese, che nei giorni scorsi ha inaugurato la sua campagna elettorale a Civita Castellana. Dopo aver ricoperto il ruolo di consigliere regionale dal 1985 al 1995, oggi Redler correrà per i colori di Forza Italia. Già, Forza Italia: qui i nomi noti sono parecchi, a partire dal capolista, quell’Antonio Tajani che frequenta Strasburgo dagli albori del movimento (1994), ricoprendo anche incarichi di primissimo piano, e che nella Tuscia è da sempre il nume tutelare di Giulio Marini, con il quale frequenta(va) abitualmente le tribune dello stadio Rocchi e quelle del trasporto della Macchina di Santa Rosa. Sempre in Forza Italia, ecco Luciano Ciocchetti, appena approdato tra i berluscones dall’Udc (è stato vicepresidente della Regione) e subito schierato in lista. Altre curiosità: nell’Italia centrale c’è anche Giovanni Galli, ex portiere di Fiorentina, Milan e Nazionale, sconfitto cinque anni fa da Matteo Renzi nella corsa a sindaco di Firenze; c’è Alessandra Mussolini; c’è il giornalista Paolo Guzzanti.

E il Nuovo Centrodestra? Nessun viterbese anche qui, ma l’indicazione di voto sarà sicuramente per Roberta Angellili, attuale vicepresidente del Parlamento europeo e di casa nella Tuscia, dove è spesso in visita e in prima fila sui temi più scottanti. Da quello dei rifiuti da Roma (la Angelilli ha presenziato di recente anche ad un consiglio comunale straordinario), fino all’arsenico: è proprio di ieri la notizia dell’interrogazione presentata alla commissione europea sulla faccenda, che è sfociata in un’indagine del commissario. A guidare la lista dell’Ncd sarà Beatrice Lorenzin, ministro della Sanità, in base alla scelta dei vertici nazionali di schierare nelle varie circoscrizioni tutti esponenti alfaniani al Governo.

Il Partito Democratico è stato invece il primo a chiudere i giochi. La capolista è una donna – come del resto lo sono in tutte le cinque circoscrizioni -, quella Simona Bonafè fedelissima del segretario premier Renzi. Ci sono poi i vari Roberto Gualtieri (uscente e ricandidato), Goffredo Bettini, entrambi già passati dalla Tuscia per la campagna elettorale, Enrico Gasbarra, Silvia Costa, e David Sassoli. Coi renziani, gli ex popolari, e i cuperliani che già hanno dato vita ad una sfida della sfida per pesare gli equilibri interni al partito. E col destino del segretario provinciale Andrea Egidi che potrebbe essere legato a doppio filo all’esito del voto, non tanto complessivo quanto per le preferenze di ogni singolo candidati/corrente.

Detto che nel Movimento Cinque Stelle si è applicata la collaudata cerimonia delle primarie on line, e che i viterbesi sono stati fatti fuori già al primo turno, e che dunque non potranno ambire ad un posto europeo in quello che si preannuncia – sondaggi alla mano – come il secondo partito italiano. Ma la scelta in lista, comunque, non manca.

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