23072017Headline:

Una Fondazione per il “dopo di noi”

disabili (1)Domani alle ore 9, nella sala conferenze di palazzo Gentili, si terrà un incontro pubblico in cui verrà ufficialmente presentato il progetto Fondazione di partecipazione. Fortemente voluto dalla Consulta provinciale della disabilità, il progetto Fondazione prevede la messa in rete di molte associazioni di volontariato viterbesi con l’obiettivo di dare una risposta a tutte quelle famiglie che vivono con angoscia il problema del “dopo di noi”.

Come è noto, quando all’interno di una famiglia nasce, cresce e invecchia una persona con disabilità (psichica, fisica o sensoriale), sono tante le preoccupazioni, e grande è l’impegno per risolvere tutte le difficoltà del quotidiano. Ma ciò che tormenta di più ogni familiare è l’incognita del futuro, ossia cosa sarà del disabile quando genitori fratelli o parenti non potranno più occuparsene?

Proprio per rispondere a questo quesito, negli ultimi mesi alcune associazioni di volontariato viterbesi impegnate nel campo della disabilità (Consulta Provinciale della Disabilità, Asd Sorrisi che nuotano, Asd Vitersport, Eta Beta, Viterbo con amore, Associazione romana e laziale per l’affidamento familiare, Vita Autonoma, Associazione italiana persone down, Associazione amici di Galiana, Associazione Crisalide), e tante famiglie che vivono in modo molto angosciato la problematica del “dopo di noi”, si sono incontrate per verificare la possibilità di avviare una percorso di avvicinamento alla costituzione di una Fondazione di partecipazione.

“E’ l’unico strumento idoneo per affrontare in modo strutturato una problematica così complessa e delicata – dicono dalla Consulta provinciale della disabilità – i primi riscontri e i primi contatti intrapresi (Servizio della neuropsichiatria infantile e Servizio disabile adulto della Ausl di Viterbo, amministrazione provinciale, Comune di Viterbo, Fondazione Carivit, Banca di Viterbo, Sodalizio facchini di Santa Rosa, Collegio notarile Viterbo-Rieti, Consorzio Il Cerchio, Cesv/Spes) sono stati tutti positivi e ci hanno incoraggiato ad andare avanti, nell’ottica della creazione di una figura che possa essere espressione di tutte le realtà pubbliche, private e del volontariato del territorio.

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