20092021Headline:

Acquapendente, il risparmio energetico va

Il sindaco Bambini

Il sindaco Bambini

Acquapendente, ma non solo. Il passato, il presente e il futuro. L’operazione per la riqualificazione energetica degli edifici, partita con il patrocinio della Cna, punta ad ampliare il proprio raggio di azione all’intera Tuscia, magari anche oltre e a ridare vita ai centri storici. Naturalmente, lo scopo primario è quello di alleggerire i bilanci familiari.
Il sindaco di Acquapendente, Alberto Bambini, non nasconde la sua soddisfazione: «I primi risultati – dice il primo cittadino – sono stati incoraggianti tanto che l’amministrazione comunale sta preparando un opuscolo dettagliato da distribuire ai cittadini nel quale si chiariscono le ragioni e gli obiettivi di questa iniziativa che punta al risparmio e contemporaneamente alla riqualificazione ambientale. L’amministrazione municipale, tra l’altro, è orientata a intervenire anche con piccoli contributi».

Impatto, dunque, positivo?

«Sicuramente. Sono stati molti i soggetti privati e le aziende che hanno chiesto informative alla nostra task force composta da tecnici qualificati».

E il Comune come contribuisce?

«Come primo passo abbiamo pensato di non far pagare i ponteggi nel centro storico. Stiamo poi riflettendo su possibili misure legate alla Tasi anche se è un po’ complicato per la questione legata ai trasferimenti dello Stato. Infine stiamo cercando di armonizzare i vari interventi dello stesso centro storico. Anche gli istituti di credito si sono mostrati molto interessati alla nostra iniziativa».

Acquapendente come esperimento pilota che può essere allargato anche ad altre realtà?

Assolutamente sì. Lavorando, per esempio, sul regolamento del centro storico potranno essere recuperate e rese nuovamente abitabili tante abitazioni. Questo vale sicuramente per Acquapendente, ma può valere e deve valere per tutti i centri che sono impegnati a crescere in termini di valorizzazione globale. Gli incentivi previsti dall’operazione servono ovviamente per risparmiare, ma anche per far rivivere gli edifici di tante città, piccole o grandi che siano».

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