06122021Headline:

Il Pd prende Nepi. Bigiotti & Camilli superstar

Mirco Luzi, riconfermato sindaco di Castiglione in Teverina

Mirco Luzi, riconfermato sindaco di Castiglione in Teverina

Alle cinque e mezzo della sera, il segretario provinciale Andrea Egidi saluta tutti, sale in auto e imbocca la Cimina. Destinazione Nepi, dove la festa è in atto e chissà quanto durerà: si celebra lo storico trionfo di Pietro Soldatelli, nuovo sindaco della cittadina delle acque minerali e dei Borgia, operaio e padre di famiglia, politico per passione (era il capogruppo del Pd nel consiglio comunale uscente) e soprattutto l’autore della vittoria più goduriosa del centrosinistra in questa tornata di elezioni amministrative. Perché goduriosa? Perché Nepi era il regno di Franco Vita che, non ricandidabile, intendeva cederlo ai suoi delfini. Goduriosa soprattutto perché Soldatelli ha vinto due volte. E’ partito dalle primarie, le uniche disputate in tutti i comuni della Tuscia al voto e poi, domenica, ha concesso il bis.

Quando si parla di effetto Renzi, tutto sommato, vale la pena includere anche questo aspetto: perché le primarie hanno ridato entusiasmo e senso di appartenenza anche all’elettorato: distanze ridotte con l’apparato, mobilitazione generale, e tante idee da mettere in incubazione fino alla prova delle urne vere. Ma l’effetto Renzi, in queste ore, è stato specialmente un altro, si è concretizzato in quella marea che ha travolto tutta Italia, spazzando via ogni resistenza interna (ce n’erano) ed esterna al centrosinistra, trascinando col suo 40.8 per cento nazionale, anche i piccoli mondi antichi della provincia. Tuscia inclusa.

E perciò, ecco che dopo i bagordi della notte europea, il Pd passa all’incasso anche nel lunedì delle amministrative. Con 13 comuni su 27, il capolavoro di Nepi e della vicina Monterosi (ha vinto Giglietti nell’anno zero D. P., dopo Paris), la speranza di conservare Civita Castellana al ballottaggio, e qualche soddisfazione accessoria che non ci sta mai male. Per esempio, quella di aver fatto il ribaltone in tre paesi governati dalla concorrenza: Farnese, Civitella d’Agliano (in Teverina già si pensa ad un consorzio di comuni insieme alla vicina Castiglione, dove Luzi non ha fatto prigionieri) e soprattutto Calcata. “Ha vinto Sandrona, ha vinto Sandrona”, gridano i democrats alla notizia dell’affermazione di Sandra Pandolfi.

Arrivano le conferme pesanti: di una Canepina meno bulgara del solito, di Capodimonte (ottimo Fanelli sopra il 60 per cento con due liste contro), di Celleno, di Onano, di Piansano (ma le 300 schede nulle andranno tenute in considerazione dal rieletto Di Virginio), di Gradoli. E di Graffignano, dove dopo le beghe giudiziarie di Santori, il Pd era passato all’opposizione ed ora torna a governare con Memmo Uzzoletti. C’è solo una piccola macchia, in questa ondata al miele: viene da San Lorenzo Nuovo, dove l’outsider Massimo Bambini rovina la festa a tutti, sia al centrosinistra (Mauro Ambrosini) sia al centrodestra (Maria Gabriela Grassini).

Che poi, sarebbero tutte liste civiche, vanno prese con le molle. Vejano, Tessennano, soprattutto Orte, dove il progetto civico del Quadrifoglio si conferma ancora una volta il preferito dagli ortani, con l’elezione di Moreno Polo e l’uccellatura contemporanea di tutti gli altri. A Cellere si toccano invece livelli altissimi: due liste a pari voti, si andrà al ballottaggio. Per il centro maremmano si preannuncia un’inattesa popolarità nazionale nei prossimi giorni.

Francesco Bigiotti, rieletto a Bagnoregio

Francesco Bigiotti, rieletto a Bagnoregio

Come su scala maggiore, l’effetto Renzi annichilisce il Movimento Cinque Stelle, e cancella i sogni e gli incubi di chi dava per certa “almeno” la conquista di un comune. Sarà per la prossima volta.

E il centrodestra? Ci sono le affermazioni scontate, eppure maestose nei numeri, di Bigiotti a Bagnoregio (mille voti alla Pompei: senza pietà, e festeggiamenti già nel primo pomeriggio), Camilli a Grotte di Castro (i bookmakers neanche lo quotavano) e il giovine Romoli a Bassano in Teverina. Nel grande caos di Tuscania, con cinque cavalli ai cancelletti di partenza, venti giorni fa Fabio Bartolacci aveva confessato al cronista: “Vinco io”. Aveva ragione. Adesso fuori i numeri del Superenalotto.

E’ questa, per il Nuovo Centrodestra, una piccola soddisfazione insieme alla netta vittoria di Paolo Equitani nella sua Bolsena: solo questo, perché le percentuali su scala provinciale del partito di Alfano restano da “pressione gomme”. A Ischia Serra si conferma senza rivali, così come l’eterno Testa a Monte Romano e Giulianelli a Villa San Giovanni. Ma per il centrodestra resta un’ultima battaglia da giocare fino in fondo, e che potrebbe dare un senso a questa tornata di amministrative: si disputa a Civita Castellana tra due settimane, e si chiama ballottaggio. Ma questo è un altro discorso.

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