03122021Headline:

“Oggi mi sento un fiore”

san pellegrino in fiore (2)Caro Centro storico di Viterbo, come sta?

“Oggi mi sento un fiore”.

E grazie: comincia San Pellegrino in fiore.

“Oh, a me la battuta me piace: non ce posso fa’ niente”.

Potrebbe trovare di meglio. Immaginiamo sia contento…

“Immaginate bene, immaginate. Per me questi sono quattro giorni di pacchia. Tanta gente, tanti fiori, tanto verde. Da quando poi ho pure risolto quel problemino dell’allergia ai pollini, è uno spettacolo”.

E quattro giorni senza auto.

“Questa è la cosa che mi piace di più. L’aspetto con ansia, conto i giorni, da fine marzo comincio a sentirmi tutto un fremito. Per me la primavera è San Pellegrino in fiore, ecco. Primavera di bellezza, ecco”.

Che fa adesso, il nostalgico?

“Ma no, quella canzone, Giovinezza, non c’entra. E’ che tutta questa esplosione di colori, di profumi, di accenti strani, di gonne corte… Mi manda al manicomio, ecco. Sa una cosa?”

Dica, signor Centro.

“Questi sono tra i pochi giorni di gloria che restano alla mia età. San Pellegrino in fiore, Caffeina, qualcosa a ridosso di Santa Rosa… Ecco, in queste circostanze io mi sento vivo”.

Si spieghi meglio, please.

“Allora, intanto vi ricordo con chi state parlando. Io sono l’illustrissimo et antichissimo Centro storico di Viterbo. Le mie radici si perdono nella notte dei tempi, sono più vecchio di Scalfari, io. Da qui è partito tutto: anche prima degli Etruschi. Poi i Romani, quelli veri, mica i centurioni bulgari che oggi mendicano per un selfie davanti al Colosseo. E poi i Longobardi, il Medioevo alto e basso, i Papi. Nella mia vita ho visto di tutto…”

san pellegrino in fiore (3)Sa che ci ricorda tanto quel personaggio di Borotalco, il film di Verdone? Magari s’imbarcò anche su un cargo battente bandiera liberiana…

“Non so di cosa state parlando. Comunque, riprendo il filo. Ho visto impiccagioni e roghi, processi sommari che farebbero impallidire quelli di oggi in India ai nostri marò. Ho visto sommosse per il pane e per le fontane, ho visto le truppe papaline reagire duramente. Ho visto ricchezza e povertà, carrozze e somari. Oddio, i somari li vedo anche oggi…”

 Arrivi al punto.

“Ecco, sì, insomma: ricordando i fasti di un tempo, apprezzo molto queste manifestazioni che riempiono vie e piazze, che danno un senso alla storia che c’è intorno non in modo invasivo ma rispettoso, rispettoso nei miei confronti. Ora, non pretendo mica che tutto l’anno sia così, perché sarebbe troppo, e rischio di trasformarmi in una Disneyland all’amatriciana. Io sono bello anche spogliato, sa?”

Come spogliato?

“Cioè, volevo dire spoglio. Solo coi miei monumenti, con le mie viuzze tranquille, i richiastri, i balconi, l’edicole votive… Semplice, e bellissimo. Voi viterbesi ormai ci siete abituati, ma ai turisti piaccio molto, lo sa?”.

Però San Pellegrino in fiore è sempre San Pellegrino in fiore.

“Un grande spettacolo. Vi anticipo che quest’anno anche a piazza del Comune tornerà a fiorire, e la cosa mi garba parecchio, perché quando sento dire che quello dovrebbe essere il salotto buono di Viterbo, be’, mi aspetto che lo diventi davvero. E non solo a chiacchiere”.

Dicono che sposteranno gli uffici comunali da sotto i portici.

“Lo facciano presto. Come i percorsi lungo le mura, il museo dei conclavi, tutto va bene, se è funzionale alla mia valorizzazione. Se invece è soltanto propaganda, o piccole iniziative insensate per far contenti i soliti noti, allora non ci siamo proprio”.

In questi giorni c’è anche il Festival del volontariato.

“Ho letto. Pure in questo caso: che il fulcro sia a Fontana grande, nell’ex tribunale, è un segnale importante per una piazza che può tornare a splendere, al di là della demagogia degli ultimi mesi. Non vedo l’ora che arrivi la cena coi cuochi disabili e i consiglieri comunali come camerieri: ho già l’acquolina in bocca”.

Poi ci sarà Caffeina.

“Se la primavera è San Pellegrino in fiore, la mia estate è Caffeina. Mica posso andare all’Ultima spiaggia, io. Mi tocca restare qua, col solleone”.

Cosa ne pensa della nascita dei comitati per la tutela del centro, cioé per la sua tutela?

“Che io non ho bisogno di nessuna tutela. So ancora prepararmi due uova al tegamino e rifarmi il letto da solo. Però, scherzi a parte: siamo in democrazia, non c’è niente di male. Purché non diventino dei piccoli apparati di potere che pensino solo agli interessi loro senza guardare l’interesse comune”.

In chiusura, esprima un desiderio.

“Chiedo una sola cosa: che mettano questi benedetti varchi elettronici all’inizio di via San Lorenzo. Arriva il caldo, finiscono le scuole, e mi preparo all’invasione serale delle auto e dei motorini. Una sofferenza che non le dico”.

L’assessore Ricci le ha chiamate “orde barbariche”.

“Io che i barbari, quelli veri, li ho conosciuti bene, dico che questo è molto peggio”.

Si rilassi, Centro, e per ora si goda i fiori. Un domani si vedrà.

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