30062022Headline:

Terme, una realtà possibile

Il dibattito sul termalismo

Il dibattito sul termalismo

Non che ci si aspettasse chissà cosa dal ministro Dario Franceschini, ieri a Viterbo per un tour de force cominciato nel primo pomeriggio e terminato sul far della sera. Ma quella di ieri per il capoluogo della Tuscia, che ha celebrato l’assemblea annuale di Federlazio nonché l’investitura ufficiale di Gianni Calisti come presidente al posto di Rino Orsolini, è stata senza dubbio una giornata importante.

Parliamoci chiaro, non che si sia concluso qualcosa di concreto. Del resto, si sa, in queste occasioni c’è molta passerella e molte chiacchiere. Ma forse, al termine della giornata, la classe dirigente di questa città ha avuto forse la consapevolezza che il destino è nelle sue mani. E che, se si rimbocca le maniche, stavolta ce la potrebbe (il condizionale è d’obbligo) fare.

Gianni Calisti

Gianni Calisti

Il ministro non ha promesso nulla, ma ha tracciato le linee guida del suo ministero e del governo di cui fa parte. Un governo che sulla cultura ci sta investendo e che considera quasi una strada obbligata per lo sviluppo di un Paese che ha la fortuna di avere immense bellezze naturali. Ha parlato del già fatto e di cosa si intende fare, all’insegna del “con la cultura ci si mangia, eccome”, dando quanto meno l’impressione che il settore è tutt’altro che snobbato. Compatibilmente con le risorse (e qui la lingua batte dove il dente duole) che sono sempre limitate. E con quelle bisogna fare i conti.

Ma la consapevolezza che l’impresa è possibile, attraverso il nuovo sogno viterbese chiamato termalismo, la si è avuta anche ascoltando il dibattito che è seguito all’intervento del ministro, cui hanno partecipato il direttore di Federlazio turismo Germano Gaudenzi, il direttore dell’Agenzia regionale per il turismo Giovanni Bastianelli, il deputato di casa Beppe Fioroni, il presidente della Provincia Marcello Meroi e il sindaco Leonardo Michelini.

La platea

La platea

Al di là dei piccoli o grandi distinguo – che in questi casi vanno sempre registrati – è venuta fuori una realtà possibile che stavolta è raggiungibile. Con l’aiuto di tutti. Ma a patto che tutti stiano con i piedi per terra e che si evitino i voli pindarici del passato (lo ha ricordato proprio Fioroni a proposito della Superstrada, rimasta al palo non per mancanza di fondi, ma per un progetto “che non avrebbero finanziato nemmeno gli emiri del Kuwait”). E’ venuto anche fuori – ma pure questo si sapeva – che per vincere la sfida è necessario programmare e fare sistema, ognuno svolgendo al meglio il proprio ruolo: il pubblico da un lato, i privati dall’altro.

Ieri sera si sono viste tante buone intenzioni. Ora si aspetta il resto.

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