20092021Headline:

Un mecenate dedito ad arte e cultura

Luigi Manganiello

Luigi Manganiello

“Una persona perbene, stimata, amata”. In morte di Luigi Raffaele Manganiello – una morte improvvisa, a 81 anni, lunedì  pomeriggio dopo aver partecipato in mattinata alla presentazione, nel suo ruolo del presidente della Banca di Viterbo, della manifestazione “La città a colori” di domenica prossima – i tanti messaggi di cordoglio indirizzati alla famiglia (la moglie Letizia, i figli Antonio e Paolo) sono accomunati da quei tre aggettivi.

Ma bisogna aggiungere un’altra manciata di espressioni per rimandare, a chi non lo ha conosciuto, non solo l’immagine, piuttosto la sostanza di Luigi: sempre sorridente, sempre ironico (e autoironico), la battuta sempre pronta, con una capacità unica di sdrammatizzare tutte le situazioni, specie quelle urticanti.

Lo sanno bene le generazioni di studenti che lo hanno avuto come insegnante di Diritto all’istituto “Paolo Savi”. Lo sanno bene i colleghi del Foro del capoluogo, dove si esibiva in arringhe pacate ma “puntute”, mai alzando i toni o lasciandosi andare all’istrionismo forense d’altri tempi. Lo sanno bene i tanti giovani laureati in Giurisprudenza che si sono forgiati nel suo studio. Lo sanno bene quanti lo hanno avuto vicino nei consigli d’amministrazione della Fondazione Carivit e/o della Banca di Viterbo di credito cooperativo.

In questa ultima – “la mia banca”, amava ripetere – ha dedicato un impegno continuo, dal 2003 al 2009 in qualità di vicepresidente, dal 2009 con i gradi di presidente.

Nell’istituto di credito di via Polidori aveva saputo esaltare le sue curiosità intellettuali, trasformandosi in intelligente mecenate di una miriade di interventi di recupero e salvaguardia del patrimonio storico e artistico cittadino, nonché di manifestazioni, piccole e grandi, a cominciare da Caffeina Cultura e dal Tuscia Film Fest, che senza il sostegno dell’istituto credito avrebbero faticato ad affermarsi come premiati brand della vita culturale e sociale della Città dei Papi.

Andarlo a trovare allo studio di palazzo Brugiotti per conversazioni amichevoli significava sorbirsi i suoi amabili e scoppiettanti racconti di incontri, di libri letti, di viaggi, di esplorazioni nelle terre di tutto il mondo, testimoniate da manifesti, locandine, oggetti, gustosi e curiosi souvenir che tappezzavano il grande ufficio o erano disseminati sui tavoli, le poltrone, sul pavimento.

Chi scrive aveva avuto in dono da Luigi un libricino auto-confezionato con la raccolta di tutti gli interventi pronunciati in occasioni pubbliche, massime nel corso dei vari eventi organizzati nel 2011 per celebrare i cento anni dalla fondazione della Banca.

Non sarebbe male che quella che  lui ha sempre definito “la mia banca” riproponesse con una acconcia edizione quegli scritti. Sarebbe un eccellente modo per ricordarlo. E siamo certi che a Luigi sarebbe piaciuto molto.

I funerali di Manganiello si svolgeranno nel pomeriggio, alle ore 15,00, nella basilica di Santa Maria della Quercia.

 

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