27112021Headline:

Al Carmine l’ambulatorio di quartiere

L'interno dell'ambulatorio

L’interno dell’ambulatorio

È bello ma non balla. Anzi, è bello ma non basta. Ecco, così va meglio. Al Carmine da ieri ci sta pure l’ambulatorio infermieristico di quartiere (assai più fruttifero del medesimo poliziotto). Una sorta di risposta (concreta, strano ma vero) al grave problema sanitario territoriale. E per territoriale si intende “provincia di Viterbo”. Giacché ok, tutta Italia è in crisi, ma semplicemente spostandosi in Umbria o in Toscana si comprende appieno quanto i dolori (mai termine fu più azzeccato) siano soprattutto i nostri.

Al taglio del nastro s’è presentato il fior fiore della città. Politici e politicanti. Amministratori e amministrati. Volontari e curiosi. Mezza curia (no, non sono previste estreme unzioni). Telecamere e telecamerieri. Varie ed eventuali.

Ma partiamo dal principio. Dall’alto. Da Belcolle, quindi. Col personale in stato di agitazione e lo sciopero dietro l’angolo. Il regno del caos. Ben rappresentato (eufemismo) dal Pronto soccorso. La Mordor de’ noantri. “Il problema è regionale – spiega il volto della Pisana Enrico Panunzi – il commissariamento non ci aiuta a far passi concreti. Formiamo tanti ragazzi che poi scappano, altrove possono offrirgli un lavoro fisso. Noi no, siamo bloccati. E paradossalmente Roma si salva. Ora dovrebbero tagliarle 750 posti letto. Aumenteranno qua”.

Il sindaco Michelini col sottosegretario Bobba (sullo sfondo l'immancabile Beppe Fioroni)

Il sindaco Michelini col sottosegretario Bobba (sullo sfondo l’immancabile Beppe Fioroni)

Si diceva del commissariamento, e spunta a ruota proprio il commissario straordinario. L’hombre della Ausl locale, il Macchitella dottor Luigi. “Conosco bene la situazione – illustra – nei giorni prossimi avremo un incontro determinante per dir basta al blocco del turn over. Le risorse a disposizione son poche, ma vorremmo essere liberi di poterle gestire come meglio crediamo. In base alle priorità. Il Pronto soccorso è una di queste. Ben vengano comunque i punti di assistenza, scremeranno un sacco di codici bianchi”.

Si ritorna perciò a parlare dell’ambulatorio. E gli onori di casa sono affidati al sindaco Leo Michelini. In vena di citazioni. “Ripartiamo dalle periferie – recita romantico, affidandosi a Renzo Piano – Un tempo necessarie per lo sviluppo, ora ultime in quanto a servizi. Ventuno medici si sono candidati come volontari. Bene. Veloci anche i tempi di realizzazione. Meglio. Solo con questo spirito si può ripartire”.

E con l’aiuto economico di privati. In quanto oltre al Comune e alla Azienda unità sanitaria locale, quattro soldi li hanno cacciati pure i Lions. E non le merendine, ma il club.

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