08122021Headline:

Forza Italia con Rossi (non Pablito)

Filippo Rossi

Filippo Rossi

Che tutto sommato l’idea di radunarsi venerdì a palazzo dei Priori per gridare “Forza Italia” non sarebbe manco malaccio. I problemi però sono due. Il primo risiede nella “F” alta e non bassa. Guai a sottovalutare i dettagli. Il secondo è che l’appuntamento è per le sedici. Non per le diciotto. Quindi la gara della Nazionale contro il Costa Rica è fortemente a rischio. Compromessa. E se non bastasse trovarsi Manganiello al posto di Balotelli (con tutto il rispetto del caso) rende l’iniziativa ancor più pesante. Per non dire altro.

Comunque. Nella speranza che prima del fischio d’inizio la faccenda sia bell’e conclusa, ecco la quattrocentesima conferenza piazzata nel posto sbagliato e al momento meno opportuno. Si parlerà di “Rinascimento culturale tra pubblico e privato”.

A fare gli onori di casa l’ex di turno. Non Fabio Cannavaro, ma Giulio Marini. “Prima delle sei siamo fuori”, assicura. Meglio così, giacché non sono previsti maxischermi di sorta.

“Dopo il disastro del governo Monti – prosegue il Bandolero – un’autentica rapina nei confronti dei Comuni, occorre un’effettiva coniugazione tra pubblico e privato. Le amministrazioni non ce la fanno più a supportare le attività culturali. Quindi per favore passiamo dalle parole ai fatti. Troviamo gli strumenti per uscire dal tunnel. Che siano investimenti vantaggiosi però, con sgravi fiscali e agevolazioni varie. Che ci pensi, in sostanza, il Ministro dell’Economia”.

E questo è il canovaccio. Arricchito dalla presenza di ospiti illustri quali appunto Paolo Manganiello, Edoardo Sylos Labini (responsabile nazionale dipartimento cultura FI), Marcello Fiori (responsabile nazionale Club forza Silvio).

Ci sarà inoltre, e qui sta la chicca, il grande (nel senso di alto, nessuno fraintenda) Rossi. Penserete voi: ma chi, Pablito, l’eroe del Mundial 1982?. Cala, cala. Qui ci dobbiamo accontentare del più modesto Filippo, ovverosia il presidente del consiglio comunale. Quello che poi, per farla breve, starebbe dalla parte di Leo Michelini (e pertanto all’opposto di Marini). Che c’azzecca? Direbbe Di Pietro. “C’entra eccome – ancora lui – non nego che la mia è una forte provocazione alla città. È stato uno dei miei ‘strumenti’, agli albori di Caffeina. Poi i diverbi elettorali. Ed eccoci qua. Mettiamo da parte i ricordi tristi e proseguiamo. Tiriamo innanzi. Facciamo opposizione costruttiva. Caffeina rappresenta senza ombra di dubbio il miglior esempio locale di connubio pubblico-privato. Questo non si discute”.

Saranno mica mosse strategiche in vista del 2018? “Beato chi ci arriva”, chiude Marini. E se proprio ci dovessimo arrivare, dato che saremo di nuovo sotto Mondiali, almeno le conferenze spostatele durante Ghana – Australia. Grazie.

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