05122021Headline:

Canile e volontari: Maria Rita fa lo slalom

canile Elvia-Viglino

Elvia Viglino nel canile di Bagnaia

Il Comune comunica: “Stiamo lavorando alla realizzazione di un parco canile”. Lo fa attraverso le parole della delegata alla tutela del benessere animale Maria Rita de Alexandris. “Vogliamo che i nostri amici a quattro zampe possano avere un giardino dove muoversi. È un progetto ambizioso, ma possibile. Ci vorrà del tempo, mi auguro che possa divenire realtà quanto prima e affermarsi come un fiore all’occhiello. Le associazioni in questo progetto avrebbero un ruolo fondamentale, che le vedrebbe in prima linea nell’accudire gli ospiti”. Tutto molto bello. Poi però spunta la chiusura amletica: “Nell’immediato – chiude il consigliere – lavoriamo per eliminare le criticità del ricovero di Bagnaia”.

Perfetto. Cosa vuol dire? In sostanza i quattro ettari di Monte Rocchetta, come poi già sottolineato, verranno girati al miglior offerente. Che senza dubbio sarà un privato. E non l’associazione Amici Animali. Associazione capitanata da Elvia Viglino, che si occupa della faccenda dal lontanissimo ’82. Gli Amici saranno tagliati fuori. Poiché incapaci economicamente di concorrere.

Ora. Tralasciando le (comunque importanti) ragioni legate alla giustizia morale, come mai si va in “gara d’appalto”? In realtà, a vederla bene, dietro ogni cucciolo ci stanno bei soldini. Nel senso che proprio il Comune è costretto per legge a girare un tot giornaliero per il mantenimento delle bestiole. A prescindere da chi le tenga. Una cifra che grossomodo si aggira sui mille euro annui. Metà, nel caso di Bagnaia. Poiché ci pensano le volontarie, che vantano accordi storici con le ditte di mangimi. Ed in più si avvalgono di ulteriori spese vantaggiose (veterinarie, piuttosto che di materiale) grazie sempre al curriculum lodevole.

Maria Rita De Alexandris

Maria Rita De Alexandris

Da ciò si evince che la gestione è senza dubbio una buona occasione di lucro. Che aumenta di pari passo tagliando la bontà del vitto ai poveri cani. Nel senso: gabbie più strettine, bocconcini sottomarca, cuccette di seconda mano. E via dicendo. Non solo. Ad oggi gli inquilini vivono in una sorta di casa con giardino. Spaziosa. Comoda. Rurale, per chiarire un po’ il concetto. Chi assicurerà lo stesso trattamento quando di mezzo ci finirà il business?

Questo si chiedono gli Amici Animali. Rammaricati. E con loro molti altri. Tant’è che il 31 luglio è previsto il secondo concerto di beneficenza (nel 2013 raccolti quasi 7000 euro) a piazza San Lorenzo.

Nel mentre però, l’interrogativo più inquietante è il seguente: perché un imprenditore? Che costerà all’amministrazione il doppio dei volontari. E poi: se la cifra rimane la stessa, considerando che la banda Viglino riesce a risparmiare metà budget, la restante parte non sarebbe meglio destinarla a ristrutturazione e migliorie?

Chiusura: la Regione ha dato l’ok alla trasformazione del canile in parco da un bel po’ di tempo. L’area è fantastica. E risulterebbe il quarto sito in tutta Italia. Espandibile secondo i criteri appena elencati. Ci ha pensato nessuno?

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