12112019Headline:

Coppie di fatto: per ora un registro burletta

Emanuela Dei

Emanuela Dei

Chiamate la signora Fletcher, per favore. Perché potrebbe essere l’unica qui a farci capire come stanno le cose. Dunque, l’argomento è sempre quello: le coppie di fatto. Con la consigliere Mongiardo che ha da poco lanciato il patto d’acciaio Comune-Asl. Con i cento soldatini schierati sotto Palazzo dei priori in pacifica protesta. Con gli scettici da un lato e i pro dall’altro. Fatto sta che il registro delle unioni civili ad oggi è vuoto. E ci si domanda perché. Emanuela Dei un’idea a riguardo ce l’avrebbe pure. Avendo seguito bene la faccenda dagli esordi, come portabandiera di Arci cultura lesbica.
Da dove partire?
“A Viterbo ogni cosa tende ad essere uguale a se stessa. Gli sforzi per migliorare risultano vani”.
Perciò?
“Dopo una lunga lotta si è voluto fare il registro. Sventolato come un traguardo di onore. Tanto a destra quanto a sinistra”.
E questo è bene?
“Non potevano non istituirlo dopo averlo promesso, ma possono comunque renderlo impraticabile”.
Ecchece, direbbero a Pianoscarano.
“Il registro c’è, ma non c’è. Al grido di ‘Facciamo contente le associazioni che si sono battute per, facciamo stracontente le associazioni, e la chiesa che si sono battute contro'”.
Con quale risultato?
“Che ad oggi è vuoto”.
Ma ci sta gente veramente interessata?
“Bruno e Alessio. Ma anche Laura ed Emanuela”.
E perché non si segnano?
“Nessuno è in grado di spiegar loro benefici e oneri a riguardo”.
In Comune, chiaramente.
“Chiaro. La delibera parlava di stesso trattamento delle coppie sposate”.
Quindi ci siamo.
“Ci saremmo. Perché non ci sta un foglio che sia uno a chiarire”.
In tutti gli uffici non c’è un A4 con le regole precise?
“Più facile rincoglionire la gente con un ‘non sappiamo’”.
E Bruno? Come l’ha presa?
“Non ha fatto la proposta ad Alessio. Ma soprattutto non vuole siglare un contratto con la persona che ama senza sapere a cosa va in contro”.
E allora che l’hanno fatto a fare?
“Siamo da capo. Tutto stagna e tutto è fermo. Questo registro non vale nulla, rimarrà vuoto”.
E tanti cari saluti.
“Ringraziamo l’amministrazione, perché vuole bene ai cittadini e vuole essere un po’ di sinistra ma anche un’ po’ di destra e se ci scappa anche un po’ di centro. Così Viterbo rimane in mano ai soliti padroni, i ragazzi se ne vanno, il lavoro muore, il centro crepa e a noi continua a scoppiare il cuore”.

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