27112021Headline:

Di Luisa vuole il titolo. Magari a Viterbo

Andrea Di Luisa

Andrea Di Luisa

Settembre, un mese di inizi e di nuove avventure (la scuola, il campionato di calcio). Pure un mese di percorsi, tipo la Macchina di Santa Rosa. Quest’anno però i viterbesi avranno qualcosa in più da aspettare, in quei giorni frenetici di inizio autunno: 27 settembre 2014, Andrea Di Luisa torna a combattere. E parliamo di pugilato.

La data c’è. La posta in palio pure: titolo italiano della categoria supermedi. Ecco l’avversario: si chiama Massimiliano Buccheri, classe 1984, abruzzese di nascita ma romano a tutti gli effetti. Sembra un bel torello: 1 metro e 76 centimetri, lo chiamano Boom Boom. Da professionista ha combattuto 17 incontri, vincendone 15 (ma soltanto una volta per k.o.), pareggiandone uno e con una sconfitta. E’ stato anche campione italiano.

Campione italiano è stato anche Andrea Di Luisa, che conquistò quella cintura proprio a Viterbo, il 9 aprile 2010, grazie alla memorabile vittoria contro Roberto Cocco, distrutto da colpi inesorabili dopo appena una ripresa. Poi Di Luisa spiccò il volo per traguardi ancora più alti: l’intercontinentale Wbc Silver (conquistato sempre al PalaMalè ai danni dell’argentino Acosta) e il titolo europeo, perduto prima contro N’Diaye nella drammatica notte di Pontedera e poi contro il francese Rebrasse, ancora nella città dei papi. Arrivò la pausa, le riflessioni, i dubbi sulle vere e sulle false amicizie, il cambio di manager (ora c’è la Opi2000), fino al ritorno sul ring del novembre scorso, e poi ancora in gennaio. Due esibizioni di sei round contro pugili stranieri, due vittorie. Di Luisa è tornato quello di un tempo, ha riacquistato la fiducia nei suoi mezzi (che sono enormi), ha risolto qualche limite caratteriale, a 32 anni crede di poter ancora andare lontano con il pugilato. Ecco allora questa ennesima sfida tricolore, qualcosa per cui vale la pena impegnarsi. E infatti il pugile napoletano di nascita ha ricominciato ad allenarsi duramente, agli ordini di papà Michele: un maestro, un punto di riferimento insieme agli amici di sempre Franco e Maurizio Malè. “Voglio riprendermi quello che era mio”, dice Andrea a Viterbopost, con l’umiltà di sempre unita alla consapevolezza delle sue qualità.

Il 27 settembre, allora. Quando anche il fratello Diego dovrebbe disputare un incontro. Resta soltanto un nodo da sciogliere. Dove combattere. L’impressione è che, dopo gli ultimi due match (uno nelle Marche, il secondo a Tolfa), Di Luisa possa tornare a casa. Il suo rapporto con Viterbo ha avuto anche momenti difficili, e spesso Andrea non si è risparmiato critiche (giustificatissime) a certi atteggiamenti. D’altronde, un pugile come lui avrebbe meritato maggiore rispetto e considerazione, mentre l’impressione è che spesso sia stato sfruttato nei momenti in cui vinceva, salvo poi finire nel dimenticatoio nei frangenti più difficili. Ma ora potrebbe essere arrivata l’ora di fare pace. Perché la passione dei veri tifosi può fare ancora la differenza, come ai bei tempi. E perché sarebbe davvero triste rinunciare a valorizzare un campione vero come Di Luisa.

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