29112021Headline:

I viterbesi? Guardano il dito, non la luna

San Pellegrino in fiore

San Pellegrino in fiore

Lo scorso anno destò molte polemiche la proposta (se non ricordo male arrivata da quelli di Viva Viterbo) di nominare – da parte di palazzo dei Priori – un coordinatore artistico che mettesse in fila tutti gli eventi che si svolgono in città per dare un senso alle manifestazioni di più alto richiamo e – soprattutto – organizzasse quel marketing oggi indispensabile per avere quel sempre auspicato ritorno in termini di partecipazione ed economici.

Insomma, una specie di general manager della Cultura in grado di valorizzare il territorio e le sue peculiarità con lo scopo di creare immagine e sviluppo (e, perché no, anche posti di lavoro, magari per i giovani, che in questi tempi di micragna sono preziosi come il platino).

Ebbene, subito ci fu chi levò alto il suo grido di protesta contro lo spreco di soldi pubblici (giacché questa figura, da individuare attraverso un bando, avrebbe dovuto essere pagata con un compenso adeguato al suo ruolo) e non se ne fece più nulla. A palazzo dei Priori nessuno ne ha più parlato e la cosa, ovviamente, è finita nel dimenticatoio.

Male, Anzi, malissimo. E lo si può ben dire oggi, in un giorno di mezz’estate tutt’altro che calda, alla luce di certi risultati che dovrebbero essere sotto gli occhi di tutti e che si possono riassumere con un breve elenco di quanto avvenuto finora e di quanto deve ancora avvenire. Partendo da San Pellegrino in fiore, passando poi per Tuscia in jazz, Caffeina, Tuscia film fest, Tuscia Operafestival, il Festival Barocco, la stagione teatrale di Ferento e , dulcis in fundo, la tradizionalissima Macchina di Santa Rosa, ormai benedetta anche dall’Unesco, per la città di Viterbo evento degli eventi. Una serie di manifestazioni che – sempre parlando di marketing – potrebbero essere racchiuse in un unico contenitore da battezzare, magari, “Estate viterbese”, in grado di richiamare di volta in volta il grande pubblico nella città dei Papi.

Per far questo, ovviamente, serve qualcuno che si dedichi a questo scopo, mettendo a punto un vero e proprio piano strategico che pubblicizzi gli eventi, organizzi l’accoglienza e i servizi (cosa fondamentale) e magari s’inventi anche qualche novità ad hoc per aumentare i flussi turistici. Il fine, ovviamente, sarebbe quello – intrinseco per qualsiasi ente pubblico – di investire per creare immagine e sviluppo. In tutti i sensi.

Pensate poi se a tutto ciò si aggiungesse il rapido restauro del teatro dell’Unione e del museo civico, la valorizzazione di villa Lante a Bagnaia, nonché delle necropoli di Castel d’Asso e di Norchia e – da non trascurare – del Bullicame, la realizzazione del museo dei Conclavi, l’apertura del nuovo museo della ceramica (a proposito: che fine ha fatto?), la riqualificazione della via Francigena, la concretizzazione di un vero e proprio circuito termale, e chi più ne ha più ne metta. Pensate a tutto ciò e immaginate che Viterbo possa diventare finalmente (grazie anche a un centro storico di ineguagliabile valore storico e architettonico) una vera città d’arte e di cultura agognata, agli inizi degli anni ’90, dal giovin sindaco Beppe Fioroni.

Aggiungendo poi a questo piatto, già di per sé ricco, anche le location periferiche di richiamo (cito solo, a tale proposito, le tombe etrusche e il museo di Tarquinia, nonché l’area di Vulci. Ma ce n’è in abbondanza), nonché tutte le eccellenze enogastronomiche di cui la Tuscia può vantarsi, ce n’è abbastanza per creare un circuito virtuoso che cambi totalmente l’economia (da sempre asfittica) viterbese.

Quello che ancora in molti non riescono però a comprendere è che tutto ciò non può piovere dal cielo. Va creato. Ideato. Realizzato. Attraverso persone e investimenti. Ecco quindi che l’idea del coordinatore artistico era tutt’altro che balzana. A patto che, a tale figura, fosse affiancato uno staff tecnico di tutto rispetto e soprattutto che un simile progetto fosse condiviso e supportato dai privati (giacché gli investimenti li devono fare soprattutto loro, e non il pubblico).

E invece? Invece Viterbo – o meglio, certi viterbesi – stanno dimostrando ancora una volta che preferiscono guardare il dito piuttosto che la luna. E allora, ecco la nuova polemica sui soldi elargiti a Caffeina e sul doppio ruolo di Filippo Rossi (sul quale non mi stancherò mai di ripetere che avrebbe fatto molto meglio a dedicarsi solo alla sua creatura, piuttosto che alla politica), che vanno ad aggiungersi a quelle troppo spesso reiterate (come, appunto, quella sul coordinatore artistico) sul tema cultura, che poi finiscono per ingessare qualsiasi iniziativa si voglia intraprendere.

Ma, andando avanti di questo passo, senza un vero salto di qualità nella mentalità e nel coraggio di rompere col passato, Viterbo è purtroppo destinata a continuare a piangersi addosso. Aspettando quella manna dal cielo che – statene certi – non arriverà mai.

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6   Commenti

  1. piff scrive:

    completamente fuori asse, Sassi…
    completamente…
    purtroppo le sue sono chiacchiere campate in aria, da bar come quelle di noialtri viterbesi, dato che in tutta la pagina non c’è una proposta che sia una, se non un “ci vorrebbe…” “si potrebbe…”, “qualcuno s’inventi…”, un delegare ad altri ecc ecc

    cose in città ce ne sono, cose piccole per numeri ma non per questo per valore, non sottocultura come lei erroneamente ha decretato tempo addietro mostrando una indole “televisiva” più che “culturale”…

    i contributi a caffeina SONO da stigmatizzare, per il semplice fatto che addensano troppe delle pochissime risorse – non per colpa di caffeina, ovviamente – in un unico contenitore culturale, penalizzando (quasi) tutti gli altri…
    l’idea della “estate viterbese” io la ho da tempo, ma dubito che gli operatori siano d’accordo nel vararla, dato che una cosa del genere – diciamo un mese e mezzo o due tra giugno e luglio, in zona “quartiere medievale” con alternanza delle varie manifestazioni – butterebbe ombre sull’ego dei vari personaggi in nome di una coordinazione e cooperazione che in questo paesotto mai si sono viste…

    infine, si parla – anche lei – di “salto di qualità” senza nemmeno rendersi conto che l’80% della città è praticamente “analfabeta culturale”: non va al cinema, non va al teatro, non compra libri, confonde cultura con intrattenimento ecc ecc ecc

  2. Arnaldo Sassi scrive:

    Mi sa tanto che dietro lo pseudonimo (pessima abitudine per non mettere la faccia in ciò che si dice) ci sia tanto di interesse personale…..

  3. piff scrive:

    primo: se le usasse il tasto “rispondi” sotto al mio commento, mi arriverebbe una notifica della sua risposta
    secondo: non è uno pseudonimo, bensì una parte del mio cognone che uso come una sorta di “soprannome virtuale”
    terzo: tranquillo, nessun interesse personale; non sono una associazione, non una istituzione e tantomeno un locale o un qualcuno inserito in qualche festival

    vede perchè non c’è speranza? per la risposta che lei mi ha dato, ossia sempre per questa cultura del sospetto che ci porta a non apprezzare nulla di quello che fanno gli altri… da qui, converrà, la difficoltà nel compiere il “salto di qualità” di cui lei parlava in chiosa…
    la parte più difficile è fare il proprio salto di qualità (non è una critica personale a lei che non conosco e mi limito a leggere, quanto una considerazione in generale)

  4. piff scrive:

    sassi, qualcuno in famiglia le ha mai detto che è buona educazione rispondere, specie se si lanciano delle “accuse”?
    che tristezza, signora mia, che tristezza…

    mi domando se lei abbia un minimo di seguito… se ci sono delle persone che prendono le sue esternazioni varie come delle verità, se ci riflettono, insomma se lei ha un minimo valore sociale…
    spero proprio di no, come spero che questo blogghetto travestito da testata giornalistica sia il divertissement di una persona con delle idee balzane e zero percezione della realtà in cui solo qualche masochista come me può capitare e commentare…

    adieu

  5. Arnaldo Sassi scrive:

    Non ti curar di lor, ma guarda e passa (Dante, Inferno, Divina commedia)

  6. piff scrive:

    risponda nel merito, se ne ha di merito…
    ma visti i trascorsi, insomma… conviene buttarla in caciara…

    e se facciamo i fichi con le citazioni – piuttosto banalotta, anzichenò – per lo meno mettiamoci anche il canto e la terzina, no?

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